Visualizzazione post con etichetta Linpus lite. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Linpus lite. Mostra tutti i post

sabato 18 dicembre 2010

Accesso remoto a un computer, con telnet

L'accesso remoto a un computer, per la gestione di file e l'uso di particolari servizi di rete, è sempre stata una prerogativa principale dei sistemi operativi GNU/Linux. Non a caso l'elenco dei comandi e dei tool messi a disposizione dell'utente per la gestione delle connessioni di rete è assai lungo. Il comando telnet, che realizza l'interfaccia all'omonimo protocollo di rete (definito nelle RFC 854 e 855), è uno dei comandi più utilizzati. Se il comando telnet viene invocato senza alcun parametro si accede alla modalità a comando prevista dal client (nel terminale dovrebbe comparire un nuovo prompt, telnet>). L'utente può allora impartire al client i comandi necessari all'accesso dei servizi e delle risorse di rete. Alcuni di questi sono:
  • status: ritorna lo stato di telnet;
  • open host porta: apre una connessione di rete verso l'host indicato, e alla porta indicata. Se nessuna porta viene indicata, telnet ne utilizza una di default;
  • mode type: permette, a seconda dello stato di telnet, l'impostazione di una delle modalità previste dal comando (character, line etc...);
  • close: chiude la sessione telnet e ritorna alla modalità a comandi;
  • quit: chiude il client di telnet;
Per un elenco completo vi rimando alle pagine del manuale dedicate al comando (man telnet). Il secondo utilizzo di telnet permette un accesso rapido alle risorse di rete, in tal caso è sufficiente passare al comando l'indirizzo ip dell'host da contattare.
In tutti i servizi di rete è indispensabile definire ruoli ben precisi ai vari host che partecipano alla connessione. L'host che offre un servizio viene detto server, quello che ne richiede i servizi è invece detto client. A seconda dei ruoli, quindi, per realizzare l'accesso remoto a un computer, va installata la parte client e/o la parte server dell'applicazione. Nel caso di telnet l'installazione del client e del server si risolve, rispettivamente, con sudo apt-get install telnet e sudo apt-get install telnetd. Quest'ultimo corrisponde al daemon (disk and execution monitor) di telnet: il servizio di rete, su protocollo telnet, che si pone in attesa di eventuali connessioni (in altre parole il server).
La connessione a un host avviene, dunque, solo se su quest'ultimo è in esecuzione il server di telnet, telnetd. Se su un host possono essere disponibili più servizi chi si preoccupa, allora, della loro gestione? La risposta è molto semplice: inetd (internet services daemon), un daemon che controlla i servizi Internet! Tale servizio, a causa di alcune sue limitazioni, è stato recentemente sostituito da xinetd. In ogni caso, per avviare il servizio telnet cercate il daemon sulla vostra distribuzione GNU/Linux a cui è stato assegnato questo compito.
Il file di configurazione /etc/inetd.conf associa l'esecuzione di un programma non appena giunge una richiesta di connessione all'host. All'interno di questo file viene dedicata una riga per ogni servizio di rete, con la seguente sintassi: service_name sock_type proto flags user server_path args. Le righe vuote e quelle che iniziano con il carattere # sono ignorate da inetd (commentate una riga se volete quindi disabilitare un servizio di rete). In questa immagine potete vedere il file /etc/inetd.conf presente sul mio Aspire One:


Per avviare il servizio appena configurato ho installato openbsd-inetd, con il comando sudo apt-get install openbsd-inetd. Il servizio telnet (prima configurato in /etc/inetd.conf, avete controllato questo file?) è stato quindi avviato con il comando sudo /etc/init.d/openbsd-inetd start.
Con il comando netstat possiamo conoscere le connessioni in corso sul nostro computer, sia in entrata che in uscita. Il comando in realtà fornisce altre informazioni, in questo contesto è stato tuttavia utilizzato per rilevare la presenza del daemon di telnet. Digitate il comando netstat -a | grep telnet, se tutto è andato per il verso giusto ci verrà ritornata una riga (quella che fa riferimento al servizio telnet, il cui stato, come riporta l'ouput è su LISTEN, in ascolto).
Tutti i comandi fin qui visti sono stati ripetuti su due computer: un netbook (Aspire One) il cui indirizzo ip nelle prossime immagini è stato ricoperto con un rettangolo rosso e un PC desktop, il cui indirizzo ip nelle prossime immagini è stato invece ricoperto con un rettangolo blu. Sul netbook era installata Xubuntu 10.04 (Lucid Lynx), sul PC desktop Xubuntu 9.10 (Karmic Koala). Ho quindi creato sui due computer un file con lo stesso nome (NEW_FILE.txt) ma dal contenuto differente. Per realizzare una connessione remota all'host occorre passare a telnet l'indirizzo ip dell'host da contattare: telnet indirizzo_ip. Se la connessione riesce vi verrà chiesto il nome utente e la password in uso presso l'host remoto. Se il login riesce senza nessun errore possiamo allora interagire con l'host contattato, come se fossimo seduti davanti al computer remoto! Nelle immagini che seguono potete vedere la connessione dal PC verso il netbook:



In queste immagini, invece, potete vedere la connessione dal netbook al PC:



Qui, infine, la connessione remota è stata realizzata su un PC dotato di sistema operativo Windows XP, sempre verso il netbook:


Usare telnet è davvero semplice ma allo stesso tempo poco sicuro poiché la connessione creata non è protetta in alcun modo. La trasmissione dei pacchetti avviene in chiaro, le informazioni non sono cioè codificate. La password digitata in fase di login, ad esempio, è allora facilmente intercettabile! Per questo motivo è preferibile usare ssh (secure shell) al posto di telnet, oppure telnet-ssl (la versione con protocollo SSL di telnet).

mercoledì 15 dicembre 2010

Come caricare (automaticamente) un modulo del kernel all'avvio del S.O.

Come ben sappiamo il kernel di Linux ha una struttura modulare. Nuovi moduli possono essere aggiunti alla configurazione di base del kernel per estenderne le funzionalità e garantire il supporto all'hardware appena inserito. Un modulo può essere aggiunto con i comandi modprobe o insmod. Se vogliamo evitare di scrivere ogni volta il comando per l'aggiunta di un modulo nel kernel possiamo allora affidarci (se state usando una distribuzione Ubuntu) al file /etc/modules. Attraverso questo file possiamo indicare i moduli da caricare nel kernel all'avvio del sistema operativo. Potete leggere il contenuto di questo file con il comando less /etc/modules. Aggiungete in questo file, su una nuova riga, il nome del modulo da caricare all'avvio del sistema operativo. Le righe vuote e quelle che iniziano con il simbolo # vengono ignorate. Potete aprire il file in scrittura con il comando sudo mousepad /etc/modules (l'utente semplice non ha infatti i permessi in scrittura su questo file), se avete Mousepad fra le vostre applicazioni. Altrimenti sostituite la stringa mousepad nel comando con quella che esegue il vostro editor preferito (sudo nome_editor /etc/modules). Se vi trovate su Linpus lite o Fedora il file che si occupa di caricare i moduli all'avvio è /etc/modules.conf.

martedì 14 dicembre 2010

Palm Treo 650: sincronizzazione con Ubuntu

La sincronizzazione di un dispositivo Palm può avvenire senza troppi problemi anche sui sistemi operativi GNU/Linux, dove HotSync Manager (il software in dotazione con il dispositivo Palm per la sincronizzazione con i PC Windows) non è disponibile. Le applicazioni più usate su GNU/Linux sono generalmente: J-Pilot, KPilot, GnomePilot etc...
Il corretto funzionamento delle suddette applicazioni viene garantito dalla libreria pilot-link, che raccoglie numerosi comandi all'interno dell'omonimo pacchetto pilot-link. Scegliete voi il front-end per dialogare con il vostro dispositivo Palm, fra un po vi mostrerò come è possibile fare le stesse operazioni attraverso semplici comandi!
Per l'installazione del pacchetto in questione su Ubuntu (ho testato tutti i comandi in questo articolo sul mio Aspire One, con Xubuntu) possiamo affidarci al comando sudo apt-get install pilot-link. Per Linpus lite l'installazione avviene, invece, con il comando sudo yum install pilot-link.
Se l'installazione del pacchetto pilot-link è riuscita senza problemi disponiamo, adesso, di un nuovo set di comandi per sincronizzare file, installare e rimuovere applicazioni, salvare file multimediali etc...
Prima di iniziare a vedere la sintassi dei comandi più usati è meglio fare un'importante precisazione su come passare agli stessi il riferimento al dispositivo collegato. Come ben sappiamo, nei sistemi operativi GNU/Linux ogni dispositivo è rappresentato da un file. Nel caso dei dispositivi Palm tale file viene creato solo dopo aver premuto il tasto che avvia la sincronizzazione (quello disposto sotto la presa del cavo che usiamo per collegare la periferica al computer).
Se infatti eseguite il comando lsusb prima e dopo la pressione del suddetto tasto, noterete nell'output del comando il riconoscimento del palmare. Durante la prova da me effettuata non ho dovuto aggiungere nessun modulo al kernel (2.6.32-21-generic).


In molte guide sparse nella rete viene usato il file /dev/ttyUSB1 per mappare il dispositivo (creato sempre in fase di sincronizzazione). Altri, invece, creano nella cartella dei dispositivi (/dev) il file pilot, collegandolo simbolicamente a /dev/ttyUSB1. Qui trovate una descrizione della procedura più usata. Tutti i comandi della suite pilot-link permettono di indicare sia il nome del dispositivo che la porta usata dallo stesso. Un modo più semplice, quindi, per direzionare i comandi verso un dispositivo Palm è l'uso dell'opzione -p (port).
Il comando più usato è pilot-xfer:
  • Per installare un programma: pilot-xfer -p usb: -i file.prc;
  • Per effettuare il backup del dispositivo: pilot-xfer -p usb: -b backup_dir;
  • Per ripristinare un backup sul dispositivo: pilot-xfer -p usb: -r backup_dir;
  • Per ottenere una lista del software installato sul dispositivo: pilot-xfer -p usb: -l;
Un altro comando particolarmente utile è pilot-foto, che permette di aggiungere, prelevare e cancellare immagini e video dal palmare:
  • Per prelevare tutti i file dal palmare: pilot-foto -p usb: -F;
  • Per prelevare un singolo file dal palmare: pilot-foto -p usb: -f file;
  • Per ottenere una lista dei file: pilot-foto -p usb: -l;
  • Per aggiungere un file: pilot-foto -p usb: -i file;
  • Per cancellare un file: pilot-foto -p usb: -d file;
  • Per cancellare tutti i file: pilot-foto -p usb: --delete-all;
Con alcuni di questi comandi a volte mi viene ritornato nell'output un errore relativo al database dei file (Unable to open PhotosDB-Foto), riproverò alla prossima formattazione del dispositivo.
Se avete come me un palmare Palm Treo 650 meglio usare un comando dedicato, pilot-foto-treo650:
  • Per copiare tutti le immagine e video nella directory di lavoro: pilot-foto-treo650 -p usb: -w;


mercoledì 10 novembre 2010

Gestore di pacchetti RPM: YUM

Perché non posso installare il software sempre con il comando rpm?
L'installazione con rpm riesce se e solo se il pacchetto che si sta provando a installare non ne richiede altri. Nei sistemi operativi GNU/Linux si sente molto spesso parlare di dipendenza fra pacchetti. Le applicazioni condividono librerie di programmi, applicazioni esterne e quindi pacchetti software. L'installazione di un pacchetto software può fallire se quest'ultimo prevede la presenza di altri pacchetti. Il comando rpm segnala l'evento e l'utente deve in qualche modo riparare all'errore installando prima il pacchetto richiesto e poi quello che si stava tentando di installare. Il discorso può essere ripetuto anche per il pacchetto che installa una libreria o un'applicazione esterna. Risolvere a mano i problemi di dipendenza fra pacchetti software può richiedere molto tempo, oltre a essere noioso!
Il comando yum mette fine a questa sofferenza, con yum possiamo installare e rimuovere software in tutta tranquillità. Le dipendenza fra i pacchetti vengono risolte dal comando e non più dall'utente!
yum (sviluppato per RPM Yellow Dog, una distribuzione GNU/Linux, da cui il nome Yellow dog Update Modified) scarica il pacchetto software dalla rete e lo installa!
L'installazione avviene passando al comando l'opzione install e il nome dell'applicazione da installare. Ad esempio, il comando yum install vlc scarica dalla rete i pacchetti rpm che occorrono all'installazione di vlc (il noto player di file multimediali) e ne effettua, poi, l'installazione! Il comando ritorna all'utente, nella finestra del terminale, le informazioni sull'installazione da svolgere. Verranno elencate le dipendenze e i pacchetti software necessari a risolverla. Viene inoltre presentato un resoconto sullo spazio necessario ad ospitare i pacchetti da scaricare dalla rete. L'utente può procedere all'installazione del software oppure annullarla, accettando oppure negando il resoconto fornito da yum (premendo i tasti S oppure n).
La rimozione di un pacchetto software avviene passando al comando l'opzione remove (che dice al comando di rimuovere il pacchetto software indicato) e il nome del pacchetto. Di default yum non rimuovi i pacchetti installati per risolvere le dipendenze, assumendo di fatto che tali pacchetti possano servire in futuro per altre applicazioni!
Con yum aggiornare il software installato è semplice, basta scrivere yum update e verranno cercate nella rete le ultime versioni dei pacchetti software in uso.
Se con rpm dovevamo preoccuparci di cercare e scaricare il pacchetto software, con yum (lo vedremo fra poco) possiamo continuare a cercare l'applicazione! Come abbiamo appena visto, in fase di installazione (e di rimozione) occorre specificare a yum il nome dell'applicazione. Come possiamo risalire al nome noto a yum per installare un pacchetto software?
La risposta è davvero banale, con yum list available riceviamo una lista di tutto il software disponibile! L'elenco è davvero lungo, vi consiglio di direzionare eventualmente l'output su file o ad altri comandi per spezzarne la lettura. Se stiamo invece cercando il nome di un pacchetto da rimuovere (e quindi già installato) possiamo chiedere la lista del software installato con yum list installed.
La ricerca di un pacchetto software sarà sicuramente piacevole se passiamo a yum l'opzione search e scriviamo sulla stessa riga una stringa per la ricerca. Tale stringa verrà infatti usata da yum per cercare tutti quei pacchetti software con nomi simili alla stringa di ricerca oppure per cercare pacchetti software che fanno uso della stringa di ricerca all'interno del campo dati destinato alla descrizione del pacchetto (ogni pacchetto software ne prevede una!).

lunedì 8 novembre 2010

Pacchetti software: RPM

La distribuzione dei software sui sistemi operativi GNU/Linux avviene attraverso pacchetti software, i formati più noti sono: RPM (RedHat Package Manager, usati da RedHat, Fedora, Linpus etc...) e DEB (usati in Debian, Ubuntu e sue derivate, Xandros etc...).
Per installare pacchetti RPM (con estensione .rpm) si ricorre al comando rpm. Come avviene per molti comandi Linux, anche rpm dispone di molte opzioni. Le opzioni da passare al comando in fase di installazione (oltre al nome del file rpm) sono: i (install, per installare un pacchetto rpm), v (verbose, se siamo interessati a ricevere informazioni sullo stato di avanzamento dell'installazione) ed h (hash, che aggiunge ulteriori informazioni sul lavoro che sta svolgendo rpm). Nella maggior parte dei casi queste opzioni sono sufficienti ad installare un pacchetto software. Pertanto, il comando rpm -ivh nome_pacchetto.rpm installa il pacchetto nome_pacchetto! Se siamo intenzionati a installare più pacchetti software possiamo usare un unico comando (piuttosto che ricorrere più volte ad rpm) ed elencare i nomi dei pacchetti da installare (separati da un carattere di spazio) sulla stessa riga. Ad esempio, il comando rpm -ivh pacchetto1.rpm pacchetto2.rpm pacchetto3.rpm installa i pacchetti: pacchetto1, pacchetto2 e pacchetto3. Non vi sembra comodo tutto questo? Inoltre, per installare più pacchetti (con nomi più o meno simili) possiamo ricorrere come sempre all'uso del carattere jolly *!
In verità anziché usare all'opzione i vi consiglio di passare sempre l'opzione U al comando (upgrade, che aggiorna un pacchetto installato). Il motivo è molto semplice, con i installiamo un pacchetto mentre con U il comando si preoccupa di aggiornare il pacchetto (se già presente) e di installarlo!
Pertanto, il comando rpm -Uvh pacchetto.rpm stabilisce prima la presenza del pacchetto, se questo è già presente viene eventualmente aggiornato e successivamente installato, se il pacchetto non è presente viene avviata subito l'installazione.
La rimozione di un'applicazione è altrettanto semplice, basta passare ad rpm l'opzione e (erase, cancella il pacchetto software). Ad esempio, il comando rpm -e nome_ pacchetto disinstalla il pacchetto nome_pacchetto.
Mentre in fase di installazione occorre passare al comando il nome del file, in fase di rimozione occorre invece specificare il nome del pacchetto! L'installazione di un nuovo pacchetto software a volte ne richiede la presenza di altri (librerie o altre applicazioni esterne). Poiché rpm controlla la presenza dei pacchetti utili al nuovo pacchetto può capitare che l'installazione non venga portata al termine proprio per questo motivo. Se siamo decisi a forzare l'installazione del pacchetto possiamo allora passare al comando l'opzione --nodeps che dice al comando di saltare il controllo delle dipendenze. Non abusate di questa opzione, un pacchetto software installato in questo modo potrebbe non funzionare, in tal caso procedete subito alla rimozione. Meglio usare yum, un gestore di pacchetti rpm in grado di risolvere da solo le dipendenze fra pacchetti!

sabato 31 luglio 2010

Linux: installazione di Apache Tomcat

Apache Tomcat è un contenitore per applicazioni web (web container) che usano le tecnologie Servlet e/o JSP, detto anche web server. Viene distribuito da Apache Software Foundation (ASF), una comunità di sviluppatori che opera su progetti open-source, Apache Tomcat è un software open-source! L'installazione sulla nostra distribuzione Linux, che propongo di seguito, ci permette di testare in locale le applicazioni scritte, prima di effettuarne il dispiegamento (deploy) sul server.
Vi ricordo che per eseguire Apache Tomcat dovete prima installare una Java Virtual Machine (JVM) sul vostro computer o kit di sviluppo (JDK). Il download del server web avviene attraverso la homepage del sito. I primi annunci riportano solitamente alla pagina di download dell'ultima versione disponibile. Per questa guida ho scaricato il file binario della versione 6.0.29. Si tratta di un archivio tar compresso con algoritmo gz, che andiamo a estrarre con questa istruzione:
tar zxvf apache-tomcat-6.0.29.tar.gz
Il processo di estrazione crea la cartella apache-tomcat-6.0.29, che potete spostare in una cartella del file system (a patto di avere i permessi in scrittura). L'avvio del web server avviene attraverso lo script start.sh, contenuto in bin (una cartella del web server). Se non si verificano errori (nella finestra di terminale) è possibile accedere alla homepage del web server digitando l'indirizzo localhost:8080 nel browser Internet:


L'immagine di sopra riporta la homepage, predefinita, del web server. Se si verifica un errore all'avvio provate a dare uno sguardo al fil di log, lo trovate nella cartella logs del web server. Per poter amministrare il server occorre definire un nuovo utente con questo ruolo (di default nessun utente ha la proprietà manager). E' possibile aggiungere altri utenti tramite il file tomcat-users.xml, nella cartella conf del web server. Gli utenti descritti nel file in questione, tra l'altro, risultano disabilitati poiché preceduti da commenti. Per aggiungere un utente inseriamo la seguente riga di codice:
<user name="admin" password="admin" roles="manager"/>
all'interno del tag <tomcat-users>, che aggiungue l'utente con nome admin e password admin.

sabato 24 luglio 2010

Aspire One: calibrazione della batteria

La calibrazione della batteria permette di far aderire i valori della stessa, rilevati e misurati dal portatile, a quelli reali. Molto spesso iniziamo a far caricare la batteria ancora prima che essa si scarichi del tutto. Il computer, di conseguenza, stima la durata della batteria considerando l'ultimo intervallo di carica, quelli precedenti e i tempi di carica. La stima è quindi viziata dall'utilizzo della batteria. Con l'operazione di calibrazione possiamo mostrare al computer la reale capacità della batteria, ecco cosa dovete fare:
  • caricate la batteria del vostro Aspire One al 100%, fino a far diventare verde il led della batteria;
  • staccate ogni dispositivo collegato all'Aspire One (mouse, stampanti, scanner, piani di raffreddamento, schede di memorie e pen-drive usb), fatto? Staccate l'alimentazione dell'Aspire One e rimanete il computer acceso (disattivate, se attiva, la funzione di ibernazione), adesso alimentato dalla batteria appena caricata;
  • lasciate inutilizzato l'Aspire One, fino a farlo spegnere del tutto: andate a prendere un caffè, fate una passeggiata con il cane... Per far scaricare tutta la batteria del mio Aspire One ho dovuto aspettare più di due ore! Quando vedete lampeggiare il led arancione della batteria capirete che la batteria è ormai scarica (e solitamente rimangono gli ultimi minuti);
  • non appena l'Aspire One si spegne, inserite l'alimentazione e date inizio al processo di carica (questa volta ci metterà di più). E' possibile accendere l'Aspire One (verrà avviato il controllo del disco) oppure attendere il completamento della carica;
Prima di avviare questa procedura l'informazione sulla batteria nel pannello di Xfce diceva che nell'ultima carica completa la batteria disponeva di 1665 mAh. Adesso, invece, la stessa voce riporta 1818 mAh disponibili!

martedì 22 giugno 2010

Aspire One, Linpus lite: conky, installazione e configurazione

Qualcuno usa "Conky"?
Si tratta di un monitor per risorse di sistema altamente configurabile. Il programma è facilmente installabile, nei repository è infatti presente la versione 1.6.1. Non proprio l'ultima ma comunque utile.

[user@localhost ~]$ sudo yum install conky

Non appena "yum" trova il pacchetto per l'installazione premete il tasto "y" per confermare l'installazione (altrimenti "n", per annullarla). A questa pagina trovate una lista delle variabili supportate da "Conky". E' con queste che dovrete descrivere il vostro widget, modificando il file "/etc/conky/conky.conf". Di default, dopo l'installazione, il file contiene già una configurazione. Questo è il contenuto del mio file "conky.conf":

#Collocazione dell'oggetto sul desktop
alignment top_right

#Sono permessi valori booleani ("true" oppure "false"), se "true" il processo verrà legato associato al desktop
background no

#Esprime la larghezza dei bordi in pixel
border_width 1

#Specifica il numero di campionamenti per la CPU da monitorare
cpu_avg_samples 2

#Colore usato di default (valido anche per i bordi)
default_color white

#Colore usato di default per le linee esterne
default_outline_color white

#Colore usato di default per l'effetto ombra (valido anche per i bordi)
default_shade_color white

#Abilita/Disabilita i bordi intorno al testo
draw_borders no

#Abilita/Disabilita i bordi intorno ai grafici
draw_graph_borders yes

#Disegna le linee esterne
draw_outline no

#Disegna l'effetto ombra
draw_shades no

#Usa i font XFT
use_xft yes

#Specifica il tipo di font da usare e la misura dei caratteri
xftfont Sans:size=10

#Tenta di usare la codifica UTF8
override_utf8_locale yes

#Specifica la distanza, in pixel, che deve esistere tra il bordo sinistro o destro dello schermo (a seconda dell'allineamento scelto)
gap_x 10

#Specifica la distanza, in pixel, che deve esistere tra il bordo superiore o inferiore dello schermo (a seconda dell'allineamento scelto)
gap_y 10

#Specifica la dimensione dell'intero oggetto in pixell
minimum_size 180 0

#Specifica il numero di campionamente per l'interfaccia di rete da seguire
net_avg_samples 2

#Usa il buffer
no_buffers yes

#Usa il doppio buffer (riduce sgradevoli effetti, può non funzionare a tutti)
double_buffer yes

#Abilita la stampa su una console
out_to_console no

#Crea una finestra
own_window yes

#Imposta il tipo di finestra da disegnare
own_window_class Conky

#Imposta all'oggetto l'effetto trasparenza
own_window_transparent yes

#Può essere impostato solo se own_windows è su "yes", specifica il tipo dell'oggetto
own_window_type desktop

#
own_window_hints undecorated,below,sticky,skip_taskbar,skip_pager

#Imposta la dimensione delle strisce (per i bordi)
stippled_borders 0

#Frequenza di aggiornamento
update_interval 1.0

#Decide se scrivere tutte informazioni in maiuscolo
uppercase no

#Aggiunge spazio intorno a certi oggetti, utile ad esempio se si nota un conflitto con lo sfonfo
use_spacer none

#Mostra il massimo valore nella scala dei valori
show_graph_scale no

#Mostra l'intervallo usato
show_graph_range no

#Descrizione dell'oggetto
TEXT
${alignc 20}${font Trebuchet MS:size=26}${time %H:%M}${font}
${alignc}${time %a %d %b %Y}

${color grey}CPU:${color} ${cpu cpu}% ${alignr}${alignr}${cpubar 8,80 cpu}
${color grey}RAM:${color} $memperc% ${alignr}${membar 8,80}
${color grey}SWAP:${color} $swapperc% ${alignr}${swapbar 8,80}
${color grey}SSD:${color} ${fs_free /root}/${fs_size /root} ${alignr}${fs_bar 8,80 /}

${color grey}ESSID: ${alignr}${color}${wireless_essid ath0}
${color grey}Qualità:${color} ${wireless_link_qual_perc ath0}% ${alignr}${wireless_link_bar 8,80 ath0}
${color grey}Indirizzo IP:${color}${alignr}${addr ath0}

${color grey}Download:${color} ${downspeedf ath0} KiB
${alignc}${downspeedgraph ath0 25,200}
${color grey}Upload:${color} ${upspeedf ath0} KiB
${alignc}${upspeedgraph ath0 25,200}

Ho anche commentato ogni riga, cercando di spiegare in questo modo l'utilità del comando. Aprite il file di configurazione con il comando "sudo mousepad /etc/conky/conky.conf", cancellate il contenuto e inserite (facendo copia e incolla) il codice mostrato sopra o quello da voi ideato. Non dimenticate di salvare (tasti "Ctrl" ed "s"), chiudete mousepad ed eseguite "Conky". Come? Date il comando "conky", il risultato dovrebbe essere qualcosa di simile:


Dimenticavo, dovete eseguire la modalità desktop per apprezzarne l'utilità.

sabato 29 maggio 2010

Aspire One, Linpus lite: aggiornamenti obbligatori?

Attraverso "Live update" è possibile recuperare dai server di Linpus lite gli aggiornamenti per il sistema operativo e le sue componenti. Purtroppo la maggior parte di questi risultano essere obbligatori, l'utente non li può deselezionare. Tali aggiornamenti vengono classificati come "Critical". Esiste poi un'altra categoria di aggiornamenti che possono essere invece deselezionati e per questo motivo vengono etichettati come "Optional".
Se un'applicazione del sistema operativo (una di quelle installate di default sull'Aspire One) è stata disinstallata ed è ora presente un aggiornamento per la stessa, l'applicazione verrà installata di nuovo per poter applicare poi l'aggiornamento! Ma tutti gli aggiornamenti sono davvero obbligatori?
Certo che no! Si può ovviare a questo comportamento ridando all'utente la facoltà di scegliere quale aggiornamento installare. Basta digitare in una finestra di terminal questo comando:

[user@localhost ~]$ sudo sed 's/Critical/00000AA1/;s/Optional/00000AA1/' -i.bak /usr/bin/onlineupdate

Dopo aver eseguito il comando riavviate l'Aspire One e provate a mandare in esecuzione "Live update". Tutti gli aggiornamenti intercettati sono adesso selezionabili dall'utente. Nel corso di questi anni il team di Linpus lite ha rilasciato diversi aggiornamenti, all'inizio anche frequenti. Non installo mai gli aggiornamenti per il sistema operativo, mi dico sempre: perché compromettere la stabilità del sistema operativo?
E' evidente che se esiste qualche tipo di problema (che effettivamente riscontro) sono allora in fila a scaricare la patch che lo corregge!
Nell'elenco che segue ho cercato di raccogliere in giro alcune informazioni utili sugli aggiornamenti di Linpus lite per l'Aspire One (collegandomi via ftp sui server di Linpus lite e leggendo nei file xml che accompagnano le path, sotto forma di file sh). Ogni aggiornamento è identificato da un numero e molto spesso esistono più versioni dello stesso aggiornamento (ovvero l'aggiornamento dell'aggiornamento). Nella lista che fornisco viene inoltre riportata la categoria di appartenenza assegnata agli aggiornamenti ("Optional" oppure "Critical"), una descrizione (la stessa che compare nel pannello inferiore di "Live update") e la data di rilascio. Se avete altre informazioni su altri aggiornamenti potete lasciarle nei commenti, provvederò ad "aggiornare" l'elenco.
  • 180034 - Optional: Apply this patch to add Belgium language input (31 Luglio2008);
  • 180030 - Optional: Apply this patch to add Brazil language input (31 Luglio 2008);
  • 180033 - Optional: Apply this patch to add Canadian language input (31 Luglio 2008);
  • 180040 - Optional: Apply this patch to add Danish language input (31 Luglio 2008);
  • 180038 - Optional: Apply this patch to add Greek language input (31 Luglio 2008);
  • 180032 - Optional: Apply this patch to add French language input (31 Luglio 2008);
  • 180037 - Optional: Apply this patch to add Hungarian language input (31 Luglio 2008);
  • 180035 - Optional: Apply this patch to add Norwegian language input (31 Luglio 2008);
  • 180031 - Optional: Apply this patch to add portuguese language input (31 Luglio 2008);
  • 180036 - Optional: Apply this patch to add Sweden language input (31 Luglio 2008);
  • 180039 - Optional: Apply this patch to add Turkish language input (31 Luglio 2008);
  • 180102 - Critical: Apply this patch to make Acer Communication Suite perform better (11 Agosto 2008);
  • 180044 - Critical: Apply this patch to add keyboard layout settings (11 Agosto 2008);
  • 180045 - Critical: Apply this patch to add keyboard layout settings (15 Agosto 2008);
  • 180051 - Critical: Applicare questo patch per rendere migliori le prestazioni di Network Manager (21 Agosto 2008);
  • 180048 - Critical: Applicare questo patch per rendere migliori le prestazioni di Network Manager (8 Settembre 2008);
  • 180055 - Critical: Applicare questo patch per rendere migliori le prestazioni di Acer Communication Suite (Email, IM, calendar, contact, etc.) (8 Settembre);
  • 180047 - Critical: Applicare questo patch per rendere migliori le prestazioni di Photo Master and Media Master (8 Settembre 2008);
  • 180053 - Critical: Applicare questo patch per rendere migliori le prestazioni di date/time (8 Settembre 2008);
  • 180051 - Critical: Applicare questo patch per rendere migliori le prestazioni di display (8 Settembre 2008);
  • 180050 - Critical: Applicare questo patch per rendere migliori le prestazioni audio del dispositivo (8 Settembre);
  • 180054 - Critical: Applicare questo patch per rendere il sistema più efficiente e affidabile (8 Settembre 2008);
  • 180049 - Critical: Applicare questo patch per rendere migliori le prestazioni di Live Update (8 Settembre 2008);
  • 180052 - Critical: Applicare questo patch per rendere il sistema più efficiente e affidabile (8 Settembre 2008);
  • 190004 - Critical: Applicare questo patch per rendere migliori le prestazioni di xfdesktop (18 Settembre 2008);
  • 180057 - Critical: Applicare questo patch per rendere migliori le prestazioni di update-remover (25 Settembre 2008);
  • 190004 - Critical: Applicare questo patch per rendere migliori le prestazioni di xfdesktop (25 Settembre 2008);
  • 180048 - Critical: Applicare questo patch per rendere migliori le prestazioni di Network Manager (7 Ottobre 2008);
  • 180024 - Critical: Applicare questo patch per aggiungere installare patch funzione (7 Ottobre 2008);
  • 180045 - Critical: Applicare questo patch per rendere migliori le prestazioni di Keyboard Layout Settings (10 Ottobre 2008);
  • 180061 - Critical: Applicare questo patch per rendere migliori le prestazioni di translation (10 Ottobre 2008);
  • 180059 - Critical: Applicare questo patch per rendere migliori le prestazioni di keyboard layout (15 Ottobre 2008);
  • 180058 - Critical: Applicare questo patch per rendere migliori le prestazioni audio del dispositivo (15 Ottobre 2008, in realtà la patch è per la scheda wireless!);
  • 180062 - Optional: Applicare questo patch per rendere migliori le prestazioni di huawei 3G (16 Ottobre 2008);
  • 180063 - Optional: Applicare questo patch per rendere migliori le prestazioni di huawei 3G (24 Ottobre 2008);
  • 180064 - Critical: Applicare questo patch per rendere migliori le prestazioni di Power Center (28 Ottobre 2008, la patch mette non permette più la visualizzazione del tempo di carica residua!);
  • 180068 - Optional: Applicare questo patch per rendere migliori le prestazioni di Huawei CM (Multi language) (1 Novembre 2008);
  • 180067 - Critical: Applicare questo patch per rendere migliori le prestazioni di ntfs support (read only) (3 Novembre 2008);
  • 180065 - Critical: Applicare questo patch per aggiungere la lingua di immissione Polish Programmer (5 Novembre 2008);
  • 180066 - Critical: Applicare questo patch per aggiungere la lingua di immissione Czech (QWERTZ) (5 Novembre 2008);
  • 180069 - Optional: Applicare questo patch per rendere migliori le prestazioni di Huawei CM (Multi language and modules) (19 Novembre 2008);
  • 180070 - Critical: Applicare questo patch per aggiungere la lingua di immissione Czech QWERTY (21 Novembre 2008);
  • 180071 - Critical: Applicare questo patch per aggiungere la lingua di immissione Slovak (21 Novembre 2008);
  • 180077 - Critical: Applicare questo patch per rendere migliori le prestazioni di Acer Communication Suite (Email, IM, calendar, contact, etc.) (23 Gennaio 2009);
  • 180078 - Critical: Applicare questo patch per rendere migliori le prestazioni di Storage Manager (23 Gennaio 2009);
  • 180073 - Critical: Applicare questo patch per rendere il sistema più efficiente e affidabile (2 Aprile 2009);
  • 180074 - Critical: Applicare questo patch per rendere migliori le prestazioni di audio device (2 Aprile 2009);
  • 180075 - Critical: Applicare questo patch per rendere migliori le prestazioni di Live Update (2 Aprile 2009);
  • 180076 - Critical: Applicare questo patch per rendere migliori le prestazioni di Bandrich huawei Qistal ZTW 3G modem support (2 Aprile 2009, una patch per Network manager e il supporto per modem 3G);
  • 180079 - Critical: Applicare questo patch per rendere migliori le prestazioni di record both video and audio (2 Aprile 2009);
  • 180080 - Critical: Applicare questo patch per rendere migliori le prestazioni di q101 3G modem support (2 Aprile 2009);
  • 180081 - Critical: Applicare questo patch per rendere migliori le prestazioni di gnome-media (2 Aprile 2009);
  • 180082 - Optional: Applicare questo patch per rendere migliori le prestazioni di Huawei CM (Multi language and modules) (2 Aprile 2009);
  • 180048 - Critical: Applicare questo patch per rendere migliori le prestazioni di Network Manager (14 Aprile 2009);
  • 180083 - Critical: Applicare questo patch per rendere migliori le prestazioni di Acer Communication Suite (Email, IM, calendar, contact, etc.) (11 Maggio 2009);
  • 180084 - Critical: Applicare questo patch per rendere migliori le prestazioni di Acer Communication Suite (Email, IM, calendar, contact, etc.) (11 Maggio 2009);
  • 180085 - Critical: Applicare questo patch per rendere migliori le prestazioni di Power Center (15 Giugno 2009);
  • 180086 - Critical: Applicare questo patch per rendere migliori le prestazioni di Acer Communication Suite (Email, IM, calendar, contact, etc.) (22 Luglio 2009);
  • 180088 - Critical: Applicare questo patch per rendere il sistema più efficiente e affidabile (24 Agosto 2009);
  • 180089 - Critical: Applicare questo patch per rendere il sistema più efficiente e affidabile (10 Settembre 2009);
  • 180091 - Optional: Applicare questo patch per rendere il sistema più efficiente e affidabile (23 Settembre 2009, dovrebbe installa Bittorrent!);
  • 180092 - Optional: Applicare questo patch per rendere il sistema più efficiente e affidabile (23 Settempre 2009, dovrebbe installare Skype!);
  • 180093 - Optional: Applicare questo patch per rendere il sistema più efficiente e affidabile (23 Settembre 2009, una patch per terminal);
  • 180091 - Critical: Applicare questo patch per rendere il sistema più efficiente e affidabile (10 Dicembre 2009, una correzione alla configurazione del sistema);
  • 180090 - Optional: Applicare questo patch per rendere migliori le prestazioni di record both video and audio (11 Dicembre 2009, dovrebbe installare aMsn!);
L'ultimo aggiornamento avvistato per Linpus lite è quindi di circa 5 mesi fa! Con il passare del tempo gli aggiornamenti sono diventati sempre di meno e l'ultimo menzionato nella lista potrebbe essere stato realmente l'ultimo (a meno di clamorosi bug che costringeranno il team di Linpus lite a rilasciare una nuova patch). Per alcuni aggiornamenti la traduzione della descrizione, nella nostra lingua, non è stata fatta proprio bene! Cosa fare con questa lista? Se installate Linpus lite sull'Aspire One e avviate "Live update" modificate prima il comportamento di default dello stesso tool, con il comando detto sopra. Inutile quindi installare le patch per i vari layout di tastiera (alcuni di questi sono date come "Critical"!). Se non possedete un modem 3G potete allora non applicare gli aggiornamenti che installano il software di supporto e le successive patch per questi dispositivi (risparmiando anche spazio)! Se non vi interessano, evitate anche gli ultimi aggiornamenti, quelli cioè che sotto falsa descrizione installano poi programmi (aMsn, Skype e Bittorrent ad esempio). Attenzione all'aggiornamento 180048 che porta le glibc da 2.7-2 a 2.9-2 impedendo la successiva installazione di altri programmi, se volete adesso potete deselezionarlo!

mercoledì 26 maggio 2010

Aspire One, Linpus lite: emuliamo la PSOne

L'installazione e la configurazione del modulo per il supporto ai joypad ci apre nuovi scenari: giocare con l'Aspire One! Oggi vi voglio segnalare la possibilità di emulare con Linpus lite una vecchia ma gloriosa console per giochi, la Playstation One.
Preciso subito che l'hardware limitato dell'Aspire One non permette una visualizzazione fluida di tutti i giochi, si può in ogni caso provare e cercare qualche compromesso nei menu del programma che vi sto per suggerire. Cercando fra i pacchetti disponibili per Linpus lite non si trova nulla di simile per l'emulazione di questa console, la soluzione è però a portata di click. Con pSX emulator possiamo infatti emulare la Playstation One! Il sito di riferimento per questo programma è qui. Nella sezione dedicata agli screeenshot potete osservare l'emulatore in funzione.
Come dicevo poco fa il programma non è inserito nei repository per Linux Linpus Lite e così bisogna procedere con l’installazione manuale. Anzi, ad essere più precisi non si tratta di una vera e propria installazione. Il programma è strutturato in un unico file binario (e due cartelle: una per il bios ed una per le immagini dei giochi). Scarichiamo la versione 1.13 a questo indirizzo. Si tratta di un file tar.bz2 che andremo a scompattare con questo comando:

[user@localhost ~]$ cd Downloads
[user@localhost Downloads]$ tar -jxvf pSX_linux_1_13.tar.bz2
pSX/
pSX/pSX
pSX/readme.txt
pSX/cdimages/
pSX/bios/
[user@localhost Downloads]$

Verrà creata la cartella “home/user/Downloads/pSX”. Prima di avviare il programma vi consiglio di installare una libreria. All’esecuzione del file binario il programma lamentava l’assenza di alcune librerie e così ho trovato una soluzione in questo rpm. Scaricate ed installate il file appena indicato cliccandolo due volte (inserendo la password di root). Nel mio caso non si sono verificati problemi di dipendenze e conflitti con altre librerie. Per l’esecuzione del programma digitate (spostatevi prima nella cartella del programma):

[user@localhost Downloads]$ cd pSX
[user@localhost pSX]$ cd ./pSX

In fase di avvio il programma stabilisce la presenza di un opportuno file di bios che si deve trovare nella cartella “/home/user/Downloads/pSX/bios”. La versione preferita del bios dal programma è la scph1001. Si tratta di un file binario (con estensione .bin) che bisogna procurarsi. Un messaggio lamenta l’assenza del suddetto file. Non appena tutto viene sistemato, l’esecuzione del comando indicato poc'anzi avvia il programma che subito ci mostrerà l’ormai famosa schermata della tanto amata PSOne (forse il suono risulterà discontinuo?). Al primo avvio viene impostata una lingua per i menu.
Già dai primi tentativi di avvio mi sono reso conto del problema dell’audio: il suono appare discontinuo e gracchiante (un problema meglio noto come “sound underrun”, come riportato nella finestra di terminal usata per l'esecuzione del programma). Per tentare di arginare il problema occorre agire su alcuni parametri. Ecco quello che consiglio di fare: avviate pSX e nel menu “File” scegliete la voce “Configurazione”. Nella finestra che verrà caricata accedete alla scheda “Suono”. Alla voce “Dispositivo” selezionate l’altro dispositivo, non quello di default (HDA Intel: ALC268 Analog). Lasciate stare l’opzione “Frequenza” così come si trova (spuntata su “Come la macchina emulata”). Date, poi, questi valori: "Latenza 60ms" e "Latenza XA 35ms".


Lasciate il segno di spunta sulle restanti voci (”Riverbero”, “Sincronizza suono” e “Interpolazione”). In ogni caso, aumentate la “Latenza” se l’audio è troppo discontinuo fino a trovare un buon compromesso con la sincronizzazione video.
Per adesso ho testato il programma con le impostazioni di base (e cambiato quelle audio). La resa grafica è accettabile senza modificare le impostazioni “Video” (ci sarà qualche gioco che metterà a dura prova l’Aspire One ma credo che valga la pena provare, che ne pensate?). Sicuramente vanno provati un certo numero di giochi prima di stabilire la bontà del programma. Una volta inserito il joypad è possibile attivarlo nel programma e impostare, quindi, i tasti per il gioco! Qui trovate le istruzioni per l'installazione del joypad.


Sono allora andato a cercare nei vecchi giochi adesso conservati che avevo per questa console, il primo giocato provato è stato Kula World:


Purtroppo vi occorre un secondo PC per creare, a partire dal cd del gioco, l'immagine del gioco. Nel caso di Kula World il programma si comporta benissimo, il gioco gira senza blocchi e complicazioni, con il joypad poi viene la voglia di giocare.

martedì 25 maggio 2010

Aspire One, Linpus lite: installazione di un joypad

In Linux ogni dispositivo viene modellato da un file, la cartella "/dev" del filesystem ne è piena! Altri file vengono poi creati nel momento in cui colleghiamo una nuova periferica all'Aspire One, se quest'ultima viene riconosciuta! Sfortunatamente in Linux Linpus lite sia i moduli che i file per modellare i joypad sono stati tolti, è possibile ripristinare moduli e file seguendo le istruzioni che a breve riporterò.
Il modulo "joydev.ko" è in grado di riconoscere la maggior parte dei joypad in commercio. Una sua copia può essere scaricata a questo indirizzo, il primo forum in Italia sull'Aspire One. Per l'estrazione del file appena scaricato ci affidiamo a "unzip", aprite una nuova sessione di terminal (premendo i tasti "Alt" ed F2", scrivendo "terminal" e cliccando sul bottone "Run") e date questo comando:

[user@localhost ~]$ unzip -j Downloads/joydev.zip

Il modulo "joydev.ko" si trova adesso nella stessa cartella che ospita il file "joydev.zip", per renderlo disponibile al sistema operativo occorre spostare il file in una cartella di sistema:

[user@localhost ~]$ sudo cp joydev.ko /lib/modules/2.6.23.9lw/kernel/drivers/input/

Il kernel di Linux è modulare, all'occorrenza possiamo aggiungere e caricare nuovi moduli. Ma come fa il sistema operativo a tenere traccia di tutti i moduli presenti su un computer? Esiste un albero di dipendenze fra moduli, i nodi di questo albero sono le cartelle per le infinite categorie di dispositivi, le foglie, invece, sono i moduli!
Se aggiungiamo un modulo occorre dire al sistema operativo di rivedere l'albero (delle dipendenze) con questo comando:

[user@localhost ~]$ sudo depmod

E' come dire al sistema operativo: "ricorda, adesso hai anche questo modulo!". La sola presenza del modulo non ne implica tuttavia il caricamento. Per aggiungere al kernel un modulo bisogna caricare lo stesso attraverso questo comando:

[user@localhost ~]$ sudo modprobe joydev

Ora dobbiamo creare i file per modellare le periferiche di gioco. Qualora fossero già presenti eliminare dalla cartella "/dev" i seguenti file:

[user@localhost ~]$ sudo rm /dev/js0
[user@localhost ~]$ sudo rm /dev/js1
[user@localhost ~]$ sudo rm /dev/js2
[user@localhost ~]$ sudo rm /dev/js3

Questi file non dovrebbero essere presenti in Linpus lite, proprio perché il modulo "joydev.ko" è stato escluso dall'albero dei moduli. Il path in cui il sistema operativo li cerca è comunque differente. I file "js0", "js1", "js2" e "js3" devono trovarsi nella cartella "/dev/input". Se tale cartella non esiste createla con il comando "sudo mkdir /dev/input". Per creare i nuovi file per le periferiche di gioco occorrono questi comandi:

[user@localhost ~]$ sudo mknod /dev/input/js0 c 13 0
[user@localhost ~]$ sudo mknod /dev/input/js1 c 13 1
[user@localhost ~]$ sudo mknod /dev/input/js2 c 13 2
[user@localhost ~]$ sudo mknod /dev/input/js3 c 13 3

Ogni volta che colleghiamo un joypad all'Aspire One si deve creare un file "jsX" nella cartella "/dev". Tale file deve puntare poi all'omonimo file "jsX" della cartella "/dev/input" (affidata al modulo "joydev"). Dobbiamo cioè creare un link simbolico fra il dispositivo che modella il joypad appena collegato (rappresentato ad esempio dal file "/dev/js0") e il file in grado di raccoglierne lo stato dei tasti (rappresentato ad esempio dall'omonimo file "/dev/input/js0"). E' possibile riprodurre questo funzionamento attraverso questi ultimi comandi:

[user@localhost ~]$ cd /dev
[user@localhost dev]$ sudo ln -s input/js0 js0
[user@localhost dev]$ sudo ln -s input/js1 js1
[user@localhost dev]$ sudo ln -s input/js2 js2
[user@localhost dev]$ sudo ln -s input/js3 js3

Possiamo finalmente inserire il nostro joypad e ricaricare il modulo "joydev" con il comando "sudo modprobe joydev". Alcuni joypad possono aver bisogno di ulteriori moduli, come ad esempio i moduli: "ns558.ko", "serport.ko" e "analog.ko". Pertanto, se le successive fasi non dovessero andare a buon fine ricordatevi di questi moduli (estraeteli e spostateli sempre nella nella cartella "/lib/modules/2.6.23.9lw/kernel/drivers/input/").
Per testare sia le funzionalità del joypad che l'avvenuto riconoscimento dello stesso è possibile usare un interessante tool: "jstest"! L'installazione di questo utilissimo comando avviene con "sudo yum install jstest" oppure cercando all'interno del gestore di pacchetti l'utility per il supporto ai joystick. Con il comando (in una nuova sessione di terminal):

[user@localhost ~]$ jstest /dev/js0

testiamo il dispositivo "js0", il primo joypad inserito. Se il dispositivo è stato riconosciuto (adesso si gioca... ) leggeremo nella finestra di terminal molte informazioni, come ad esempio: "Joystick ( SIGHT FIGHTER ACTION USB) has 2 axes and 8 buttons etc... etc...". Per ogni bottone del joypad esisterà una stringa che ne riporta lo stato. La pressione di uno o più tasti aggiornerà nella finestra di terminal lo stato dei bottoni!
Se il dispositivo non è stato riconosciuto ci verrà restituito il messaggio: "No such device". Ciò significa che per il joypad inserito occorrono altri moduli, quelli elencati in precedenza!

venerdì 21 maggio 2010

Aspire One, Linpus lite: modificare il menu delle applicazioni creato da Xfce

Il menu delle applicazioni creato da Xfce organizza le stesse in maniera automatica. All'installazione di un nuovo software segue l'aggiunta di una nuova voce all'interno del menu. Avete capito di quale menu sto parlando? Quello aggiunto qui!
Se tale situazione può risultare comoda si scopre ben presto il difetto di tale soluzione. Se intendiamo aggiungere un nuovo collegamento a un'applicazione appena scaricata non riusciremo a collocare lo stesso all'interno della sezione del menu che ci interessa! Lo stesso problema si ripete, ad esempio, se vogliamo riorganizzare in modo diverso i collegamenti alle applicazioni nel menu. L'accesso al tool che permette la modifica delle voci di menu (il comando xfce4-menu-editor) condensa in un unica voce, la voce "System", tutti i collegamenti alle applicazioni. Sono sicuro che più di qualche utente si aspettava di poter agire sul menu seguendo questo strada. A quanto pare la strada sembra sbarrata!
Ho trovato nelle faq per Xfce (la vecchia versione, quella usata da Linpus lite) le istruzioni per aggirare il problema. Aprite una nuova sessione di terminal (premendo i tasti "Alt" ed "F2", scrivendo "terminal" e cliccando sul bottone "Run") e date questi comandi:

cp ~/.cache/xfce4/desktop/menu-cache-name-of-the-generated-file.xml ~/.config/xfce4/desktop/menu2.xml
cd ~/.config/xfce4/desktop/
cat menu.xml > menu3.xml
cat menu2.xml >> menu3.xml
mv menu.xml menu.orig.xml
mv menu3.xml menu.xml

Le istruzioni riportate sopra copiano, spostano e uniscono file. Adesso tocca all'editor:

[user@localhost ~]$ sudo mousepad .cache/xfce4/desktop/menu.xml

Cosa fare? Nel wiki di Xfce viene detto di cancellare (più o meno a metà file) queste righe:

</xfdesktop-menu>
<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<!DOCTYPE xfdesktop-menu>

<xfdesktop-menu>

Non dimenticate di salvare il file! Adesso è possibile aprire l'editor del menu Xfce che a questo punto, oltre all'unica voce "System" (che condensa in una sola voce tutto il menu di sistema), presenterà tutte le singole voci che compongono il menu finora usato. Le stessi voci vengono poi riproposte anche dal menu "System"! Cancellate, allora, i doppioni (provate ad esempio a disabilitare il menu "System") e se volete disponete le stesse voci in maniera diversa, adesso è possibile!

Aspire One, Linpus lite: eliminare le icone di default sul desktop

Non so quanti di voi usino il desktop di Xfce, giusto per capirci, quello che compare eseguendo lo script per lo switch. Ebbene, eseguendo questo switch i quattro quadranti del desktop previsto da Linux Linpus vengono rimossi e sostituiti con un desktop classico, quello di Xfce appunto.
Inoltre, se nelle impostazioni del desktop, precisamente nella scheda “comportamento” oppure “behaviour”, abbiamo impostato la voce per la visualizzazione delle “icone di file e avviatori”, molto probabilmente, dopo l’esecuzione dello script per lo switch ci ritroveremo con delle icone sul desktop che di default sono: l’icona “Home”, l’icona “Filesystem”, l’icona del “Cestino”, eventualmente qualche nostra icona aggiunta (attraverso il path “Desktop”) e le icone dei dispositivi di memoria inseriti nell’Aspire One.
Se si vuole modificare questo ambiente, ad esempio non visualizzando una o più icone di default è necessario aggiungere un particolare file (così dice di fare, ancora una volta, la guida a Xfce) alla cartella di configurazione del desktop Xfce. Vi dico subito come fare.
Aprite una finestra di terminal (premendo i tasti "Alt" ed "F2", scrivendo "terminal" e cliccando sul bottone "Run") e creare il file "xfdesktoprc" con questo comando:

[user@localhost ~]$ sudo mousepad /home/user/.config/xfce4/desktop/xfdesktoprc

Adesso bisogna descrivere al desktop manager, attraverso questo file, cosa desideriamo visualizzare sul desktop. Scriviamo queste righe nel file:

[file-icons]
show-filesystem=true
show-home=true
show-trash=false
show-removable=true

Non dimenticate di salvare il file prima di uscire (ad esempio premendo i tasti "Ctrl" ed "s")! Le righe aggiunte nel file appena creato sono abbastanza autoesplicative (almeno dovrebbe essere così). Con true concediamo all'icona di essere presente sul desktop, con false la escludiamo.
Da ora in avanti possiamo indicare al desktop manager di non visualizzare più certe icone grazie al file appena creato. Riavviate l'Aspire One dopo questa modifica o eseguite un doppio switch del desktop (passando cioè dal desktop di Xfce a quello di Linpus e da quello di Linpus a quello di Xfce).


Riuscite più a vedere l'icona del cestino?

Aspire One, Linpus lite: modificare l'aspetto delle icone (di default) sul desktop

Le icone che di default Xfce dispone sul nostro desktop sono accompagnate da una etichetta (il nome sotto l'icona) inscritta ad un riquadro ombrato. Forse questa immagine vi aiuta a capire meglio di cosa sto parlando:


A volte il riquadro che circonda l'etichetta può sembrare brutto, così come anche il colore del testo (pensate a tutte quelle immagini di background con colori scuri o comunque inadeguati). Il manuale di Xfce suggerisce come ovviare a questo problema e Linux Linpus lite usa Xfce come desktop manager). Questo permette di personalizzare ancora di più il nostro Aspire One, vediamo come!
Individuate il file nascosto (in Linux tutti i file nascosti sono preceduti da un punto) ".gtkrc-2.0" nel seguente path: "/home/user/" ed aggiungete le seguenti righe:

style "xfdesktop-icon-view" {
XfdesktopIconView::label-alpha = 0
#font_name="Liberation Serif"
base[NORMAL] = "#3F6BA4"
base[SELECTED] = "#3F6BA4"
base[ACTIVE] = "#3F6BA4"
fg[NORMAL] = "#FFFFFF"
fg[SELECTED] = "#FFFFFF"
fg[ACTIVE] = "#FFFFFF"
}
widget_class "*XfdesktopIconView*" style "xfdesktop-icon-view"

Per avviare l'editor e copiare nel file il contenuto suggerito sopra date il comando:

[user@localhost ~]$ sudo mousepad /home/user/.gtkrc-2.0

Come sempre, non dimenticate di salvare il file e godetevi il vostro desktop:


Cosa è cambiato?
Il riquadro che circonda l'icona è adesso scomparso ed il testo sotto le icone è di colore bianco. Il primo gruppo di tre parametri, "base[]", indica i colori da applicare alle icone sul desktop quando queste sono negli stati "normal", "selected" e "active". Il secondo gruppo di tre parametri, "fg", indica i colori da applicare al testo quando l'icona si trova in uno dei suddetti stati. I colori sono individuati da un codice esadecimale a 6 cifre. Nell'esempio il codice esadecimale "FFFFFF" individua il colore bianco. La riga "font_name=Liberation Serif", nell'esempio commentata (e quindi per abilitarla bisogna cancellare il carattere "#" ad inizio riga), permette di specificare il tipo di font da usare per la scrittura dell'etichetta.

Aspire One, Linpus lite: ottimizzare il kernel all'avvio

Durante la fase di boot è possibile passare al kernel alcune utili opzioni, una di queste è senza dubbio l'opzione "elevator". Questa ottimizzazione si addice ai modelli Aspire One dotati di disco SSD, vediamone il motivo.
Un hard disk tradizionale prevede uno o più piatti magnetici rotanti ed una o più testine scorrevoli. La lettura e la scrittura di un file richiede, per questo motivo, dapprima un tempo dovuto al posizionamento della testina in corrispondenza del settore da leggere o scrivere più un'ulteriore attesa dovuta al passaggio del settore interessato e quindi alla rotazione del piatto magnetico. Fin qui tutto normale, è questo il reale funzionamento di un hard disk tradizionale. Cosa succede dunque se occorre leggere o scrivere più di un file? Ed ancora, cosa accade se il singolo file da leggere o scrivere non è allocato in settori consecutivi del disco? La testina del nostro hard disk si sposterà in continuazione da un settore ad un'altro!
Se abbiamo ben afferrato il discorso dovuto ai tempi di attesa che la lettura o la scrittura di un file comportano abbiamo allora individuato il problema: il continuo movimento della testina provoca inevitabilmente dei tempi di latenza che per file di grossa dimensione, specie se frammentati in più parti, si traduce nel classico problema del collo di bottiglia per le prestazioni. La tecnologia cerca di contrastare il problema con dischi capaci di imprimere ai piatti magnetici una maggiore rotazione periferica, la logica prevede invece un interessante ottimizzazione che cerca di minimizzare lo spostamento della testina. All'arrivo di un job di lettura e/o scrittura perchè non ordinare in maniera sequenziale gli spostamenti della testina?
Questo è quello che fa lo schedulatore che di default viene utilizzato all'avvio dal kernel. Da qui il nome per l'opzione "elevator". In effetti, se ci pensate bene, quando salite in ascensore con più persone si cerca proprio di minimizzare il numero di salite e discese, salvo alcuni casi eccezionali. Tale opzione è di default passata al kernel ogni volta che il sistema operativo viene avviato. Alcuni modelli Aspire one, in particolare il 110L e 110X, sono dotati di hard disk a stato solido detto anche SSD. Si tratta di una memoria elettronica priva di parti meccaniche che offre quindi tempi di accesso uguali per ogni cella di memoria! In questo caso l'uso dell'opzione "elevator" (che ordina le operazioni di lettura e scrittura) è priva di significato e anziché portare dei benefici finisce per ordinare inutilmente le parti dei file da leggere e/o scrivere (anche l'ordinamento richiede un tempo!). Non vi è dubbio che per ovviare a quanto appena detto, per i dischi SSD, occorre disabilitare tale opzione!
Per fare ciò occorre avviare una sessione di terminal (tasti "Alt" + "F2", comando "terminal" e click sul bottone "Run"). Le modifiche che andremo a fare richiedono i privilegi del super utente o utente root, per questo motivo digitate il comando "su" e date "Invio":

[user@localhost ~]$ su
Password:
[root@localhost user]#

Vi verrà chiesta una password, quella appunto dell'utente root. Se la password è corretta la shell di Linux vi presenterà un nuovo prompt caratterizzato a destra dal simbolo "#". Ora occorre avviare l'editor facendo caricare a quest'ultimo il file di configurazione da modificare:

[root@localhost user]# mousepad /boot/grub/grub.conf

Riporto di seguito il contenuto del file "grub.conf" del mio Aspire One:

default=0
timeout=0
splashimage=(hd0,0)/boot/grub/splash.xpm.gz
hiddenmenu

title Linpus Linux RCD
rootnoverify (hd0,0)
kernel /boot/bzImage ro root=LABEL=linpus vga=0x311 splash=silent loglevel=1 console=tty1 quiet nolapic_timer
initrd /boot/initrd-splash.img

Per disabilitare la funzione "elevator" occorre passare al kernel un ulteriore parametro, "elevator=noop":

default=0
timeout=0
splashimage=(hd0,0)/boot/grub/splash.xpm.gz
hiddenmenu

title Linpus Linux RCD
rootnoverify (hd0,0)
kernel /boot/bzImage ro root=LABEL=linpus vga=0x311 splash=silent loglevel=1 console=tty1 quiet nolapic_timer elevator=noop
initrd /boot/initrd-splash.img


Riavviare l'Aspire One per rendere effettive le modifiche apportate al sistema operativo. Durante l'avvio si guadagnano pochi secondi, la modifica appena fatta si apprezza meglio durante lo spostamento di file.

Aspire One, Linpus lite: cambiare l'immagine di sfondo al desktop

Le prime personalizzazioni (software) che si applicano all'Aspire One riguardano senza dubbio la grafica dell'ambiente, mi riferisco allo sfondo e al tema delle finestre. Dopo aver rimosso la barra di ricerca e realizzato lo switch al desktop vediamo come impostare una nuova immagine come desktop. Come sempre tutto parte dal click destro del mouse. Selezionate ora dal menu la voce "Impostazioni" e all'interno di questa la voce "Impostazioni della scrivania". Dovete adesso cercare un'icona simile a questa:


Questa la finestra che verrà caricata non appena cliccate sull'icona mostrata sopra:


Attraverso la prima sezione di questa finestra, sezione "Color", è possibile impostare come sfondo un colore oppure un gradiente di colori. Per abilitare la visione di uno sfondo va invece spuntata la voce "Show Image" (della seconda sezione, la sezione "Image") che abiliterà in scrittura i due campi dati. Attraverso la voce "File" potete indicare il path che punta ad un file, un'immagine, sul vostro filesystem. La scelta del file viene agevolata cliccando sul bottone a destra dell'area di testo e navigando nel vostro filesystem, selezionando quindi il file. Alla voce "Style" invece potete selezionare il metodo da applicare all'immagine affinchè quest'ultima ricopra o meno l'area del desktop. Infine, la voce "Adjust Brightness" permette di regolare il tono di lucentezza da aggiungere eventualmente all'immagine.


Se volete potete creare una lista di immagini (bottone "New list...") da far impostare come sfondo al desktop. Ad ogni avvio del sistema operativo verrà scelta un immagine dalla suddetta lista! Ricordate che lo schermo dell'Aspire One ha una risoluzione di 1024 per 600 pixel. Cercate, pertanto, se possibile, desktop o sfondi con queste dimensioni. Una ricerca di immagini adatte proprio al nostro Aspire One può essere fatta da Google Immagini, passando al motore di ricerca la parola chiave "wallpaper imagesize:1024x600". Mi raccomando al path che punta all'immagine, meglio se è un path reale presente sull'hard disk come ad esempio la cartella "/home/user/Pictures".

giovedì 20 maggio 2010

Aspire One, Linpus lite: la modalità desktop

Che fine ha fatto l'ambiente desktop di Xfce? E' stato eliminato per far posto all'ambiente desktop di Linpus, quello a quadranti per intenderci?
L'ambiente desktop di Xfce prevede il classico desktop con sfondo ed icone di cartelle e programmi. In Linux Linpus Lite l'ambiente Xfce, come più volte detto, è stato modificato per l'Aspire One. Se volete, però, possibile mandarlo in esecuzione mediante un interessante script:

#!/bin/sh
# Verifica se attivo il processo della modalità easy mode
ps aux | grep xfdesktop2 | grep '/usr/bin'
# 0 = mode Easy
if [ $? = 0 ]; then
killall xfdesktop2
sleep .5
/usr/bin/xfdesktop-xfce &
else
killall xfdesktop-xfce
sleep .5
/usr/bin/xfdesktop2 &
fi

Salvate il contenuto di questo script in un file, ad esempio switchdesk.sh (aprite l'editor, mousepad ad esempio, e copiate il codice riportato sopra) e assegnate al suddetto file i permessi per l'esecuzione con il comando:

[user@localhost ~]$ chmod +x switchdesk.sh

Abbiamo reso eseguibile lo script appena editato, tuttavia è possibile invocarlo solo qualora la directory di lavoro punta alla directory che contiene il file, noioso.
Per modificare questo comportamento e rendere lo script un vero e proprio comando per l'utente "user" non ci resta che copiare il file nel path "/usr/local/bin" (una cartella di sistema). Per questo motivo diamo questo comando:

[root@localhost user]$ sudo mv switchdesk.sh /usr/local/bin/switchdesk

A questo punto, ogni volta che in una finestra di terminal diamo il comando "switchdesk" (il nome dato al file) avvieremo il desktop classico di Xfce se è presente quello Linpus o viceversa. Si può fare di più!
Se siamo pigri e ci scocciamo di digitare il nome del comando ogni volta che vogliamo cambiare l'ambiente desktop possiamo aggiungere un bottone alla barra delle applicazioni. Ecco come procedere, in una nuova sessione di terminal date il comando:

[user@localhost ~]$ xfce4-panel -a

e nella lista dei plugin di Xfce cercate la voce "Avviatore". Selezionatela con un click e premete sul bottone "Aggiungi" (questo provocherà l'aggiunta dell'elemento collocandolo all'estremità destra della barra delle applicazioni), in alternativa trascinatelo sulla barra delle applicazioni andando a collocarlo laddove vi occorre. L'aggiunta di un nuovo avviatore sulla barra delle applicazione provoca la comparsa di una nuova finestra con nome "Avviatore di programma":


Alla voce "Nome" e "Descrizione" inserite rispettivamente il nome del programma e una breve descrizione. Queste informazioni verrano mostrate all'utente non appena il mouse si sofferma sul bottone, non siate pigri anche su questo, scrivete qualcosa! Il bottone centrale permette di specificare un'icona da assegnare al bottone, è possibile scegliere alcune icone di default. Alla voce "Comando" va inserito il comando che richiama il programma, nel nostro caso lo script "switchdesk" (adesso è un comando!). Chiudete la finestra per personalizzare l'avviatore di programma e richiamate il comando attraverso il bottone appena aggiunto.


Ecco il (mio) desktop) dopo lo switch:

Aspire One, Linpus lite: eseguire un suono all'avvio

Molti lo avranno notato, Linux Linpus lite sembra essere muto. Nessun suono di sistema all'avvio e/o in presenza di eventi. Il motivo è molto semplice, di default Linux Linpus lite non prevede alcun server per i suoni di sistema. E' tuttavia possibile far eseguire almeno un suono all'avvio dell'Aspire One - in questo modo l'avvio del nostro Aspire One richiamerà sicuramente l'attenzione su di noi (così smettiamo di fare quello che stiamo facendo e ci precipitiamo al computer)!
A tale proposito avviate una nuova sessione di terminal premendo i tasti "Alt" + "F2", scrivendo il comando "terminal" e cliccando sul bottone "Run". Richiamate ora il comando "xfce4-autostart-editor":

[user@localhost ~]$ xfce4-autostart-editor

Verrà caricata una nuova finestra con nome "Applicazioni eseguite automaticamente". Mi raccomando, non rimuovete nessuna applicazione dall'esecuzione automatica se non quelle esclusivamente aggiunte da voi! Bene, come in molti avranno già capito, non ci resta che cliccare sul bottone "Aggiungi" e compilare la seguente finestra:


Alla voce "Nome" inserite un nome capace di identificare univocamente l'applicazione che state per inserire. Evitate quindi nomi già presenti in elenco. Alla voce "Descrizione", invece, fornite una breve descrizione che motiva la presenza dell'applicazione o del comando fra le applicazioni da eseguire all'avvio (chissà quanto tempo passerà fino alla successiva modifica, meglio quindi essere scrupolosi e scrivere queste informazioni!).
Alla voce "Comando" va infine indicato il nome del comando che avvia l'applicazione. Nel nostro caso, ossia l'esecuzione automatica di un suono all'avvio, il comando a cui fare riferimento è il comando "play". Tale comando esegue suoni e brani nei formati più noti. Per una lista completa dei formati supportati digitate in una finestra di "Terminal" il comando:

[user@localhost ~]$ play --help

Sfogliate la pagina di help fino alla voce "SUPPORTED FILE FORMATS", li troverete una lista di tipi di file che il comando "play" è in grado di leggere. Vi consiglio di usare un suono per l'avvio con formato .ogg oppure .wav essendo questi i due formati più diffusi nella rete. Un ottimo sito con suoni di avvio (e temi Xfce per le finestre) è . Per l'esecuzione di un suono è sufficiente far seguire al comando "play" (separato da un carattere di spazio) il path assoluto che conduce al suono. Prima ancora di aggiungere la voce "Comando" e di cliccare quindi sul bottone "Ok" vi consiglio di provare in una finestra di "Terminal" l'intero comando, nel mio caso ad esempio:

[user@localhost ~]$ play /home/user/Music/StartupSound/sound1.ogg

avendo allocato sul filesystem il suono di avvio con nome "sound1.ogg" nel path "/home/user/Music/StartupSound". Se tutto sembra funzionare potete allora inserire il comando usato per ascoltare il file audio nell'area di testo della voce "Comando". E ora? Se aspettate non sentirete nulla, questa volta dovete necessariamente riavviare.

Aspire One, Linux Linpus lite: cambiare/sostituire la password dell'utente root

Quando compriamo l'Aspire One e lo accendiamo per la prima volta, presi dalla foga di provare subito l'ultimo acquisto, iniziamo a scrivere cose senza poi ricordarle. Fra queste ovviamente c'è anche la password per l'utente root (che ci viene chiesta), utile ad installare e rimuovere programmi. Presi dal panico iniziamo allora a lamentarci e in molti pensano: "quelli al negozio non mi hanno dato la password!". Altri invece (quelli più furbi) rimediano ripristinando l'Aspire One tramite il dvd fornito nella confenzione (almeno quello me lo hanno lasciato, dicono). Ecco invece un metodo semplice semplice per cambiare la password dell'utente root. Da una finestra di terminal (avviabile premendo i tasti "Alt" ed "F2", scrivendo il comando "terminal" e cliccando sul bottone "Run") scrivere il comando:

[user@localhost ~]$ sudo passwd


Il sistema operativo vi chiederà allora di inserire due volte la nuova password per l'utente root:

[user@localhost ~]$ sudo passwd
Changing password for user root.
New UNIX password:
Retype new UNIX password:
passwd: all authentication tokens updated successfully.
[user@localhost ~]$


Fine del gioco, ora non dimenticate la nuova password!

Aspire One, Linux Linpus lite: aggiungere un menu per le applicazioni sul pannello

L'abilitazione del tasto destro ci permette di richiamare il menu con i programmi utente e quelli da noi installati. Per rendere il nostro Aspire One più simile al PC di casa, almeno graficamente, ma anche per renderne più comodo l'utilizzo, si può pensare di aggiungere sul pannello inferiore del desktop (detta anche barra delle applicazioni) un nuovo menu: il classico bottone "Start" noto in tutti gli ambienti Windows!
L'ambiente Xfce si presenta all'utente con un pannello inferiore, la barra delle applicazioni appunto. Alla destra di tale barra si trovano il pulsante per il logout, quello per regolare il volume, il tool per la gestione delle reti ed il bottone per cambiare il layout della tastiera. A sinistra, invece, troviamo un pulsante per far scomparire l'intera barra ed un bottone per mostrare la home, ossia il desktop. Non c'è il pulsante "Start" (a volte mi dicono).
Ogni modifica ai pannelli di Xfce avviene mediante il comando "xfce4-panel -a", per questo motivo avviamo una nuova sessione di terminal e digitiamo il comando:

[user@localhost ~]$ xfce4-panel -a

Verrà caricata una nuova finestra con nome "Aggiungi elementi al pannello". Si tratta di una finestra con un elenco di plugin (ulteriori plugin possono essere cercati attraverso il package manager, il gestore di pacchetti), per l'aggiunta di un pulsante "Start" dobbiamo scorrere la lista fino a cercare la voce "Menu Xfce". Selezionate il plugin e cliccate sul bottone "Aggiungi", il pulsante "Start" verrà aggiunto alla destra del pannello (non vi preoccupate, sposteremo a sinistra il pulsante in un secondo momento) ed una nuova finestra per la personalizzazione dell'elemento appena aggiunto comparirà sul desktop:


Questo il significato delle opzioni:
  • "Button title": se la voce "Show title in button" è selezionata, questa opzione affianca all'immagine associata al bottone la scritta contenuta nell'area di testo, se la voce "Show title in button" è deselezionata il testo scritto comparirà esclusivamente come tip (considerate il tip come l'evento: il mouse è fermo su un componente da x secondi);
  • "Use default desktop menu file" o "Use custom menu file" indica al bottone se caricare il menu di default generato da Xfce oppure quello editato dall'utente. Per adesso vi consiglio di tenere quello generato di default;
  • "Button icon": indica il path che punta al file immagine per il bottone "Start", un bel topolino che ne dite?;
  • "Show icons in menu": se selezionato, consente di avere nel menu le icone associate ai programmi;
Compilate le suddette opzioni come meglio credete, magari facendo più prove (se cioè il bottone appena aggiunto non vi piace nessuno vi vieta di eliminarlo oppure di modificarlo). Ci siamo quasi, non ci resta che spostare il bottone appena aggiunto a sinistra della barra delle applicazioni. Per questo motivo ridigitate il comando:

[user@localhost ~]$ xfce4-panel -a

Questa volta non dovendo aggiungere alcun elemento andremo a trascinare il bottone appena aggiunto fino all'estremità sinistra della barra delle applicazioni (se invece volete eliminare il bottone, ad esempio perchè non vi piace, trascinate lo stesso dalla barra delle applicazioni alla lista di plugin per il pannello, cliccate poi sul bottone "Remove"). Ogni bottone e plugin aggiunto può infatti essere spostato sulla barra delle applicazioni in questo modo. Siete voi a disporre l'ordine dei bottoni: