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mercoledì 15 agosto 2012

Aspire One 110 - migliorie al circuito di raffreddamento

Sono passati più di 4 anni dall'uscita dell'Aspire One 110, gli anni passano e con il tempo i problemi diventano più evidenti. Oggi vi propongo una soluzione per migliorare il circuito di raffreddamento della CPU, fa caldo e tutto quello che vi occorre è una lattina di birra!
Il concetto da applicare è molto semplice, aumentare con delle alette di raffreddamento la superficie del dissipatore per smaltire meglio il calore. Purtroppo il dissipatore della CPU usato nell'Aspire One 110 non è molto efficiente: una superficie liscia a contatto con la CPU viene raffreddata dall'aria iniettata da una ventola nel condotto di areazione. Per espandere la superficie di raffreddamento è sufficiente realizzarne una nuova ricavandola dalla superficie laterale della lattina di birra.
Ho ricavato da una striscia di alluminio una superficie rettangolare larga 4 cm e lunga 8.5 cm che ho poi piegato per ottenere l'aletta di raffreddamento in figura:


In questo modo ho aggiunto alla superficie di raffreddamento circa 20cm²! Ho applicato l'aletta di raffreddamento con la pasta termoconduttiva. Dopo circa 70 minuti (passati ad usare: Google Chrome, Leafpad, Terminal) la temperatura della CPU riesce a mantenersi intorno ai 50-55C° (prima invece saliva molto velocemente e raggiungeva, nelle stesse condizioni, circa 60-65C°):


martedì 5 giugno 2012

Xubuntu 12.04 su Aspire One 110L


La nuova versione di Xubuntu,12.04 Precise Pangolin, essendo una LTS offrirà un supporto di 5 anni. Per l'installazione di questa versione sul nostro Aspire One 110 occorre scaricare la versione a 32 bit del file iso. Maggiori dettagli per il download sono disponibili a questa pagina. Per provare e successivamente installare questa versione ci occorre una pen-drive usb di 1GB. Se avete già Ubuntu sul vostro PC potete creare una pen-drive usb avviabile attraverso l'utility "Startup Disk Creator".
L'esecuzione live di Xubuntu 12.04 vi permetterà di verificare che tutto l'hardware funzioni correttamente, l'installazione può iniziare.
Per aggiornare il software di terze parti, durante l'installazione, viene configurata una connessione Wi-Fi. Avendo Xubuntu 11.10 sul mio Aspire One, il wizard per l'installazione mi propone uno dei seguenti tipi di installazione:

  • Aggiorna Ubuntu 11.10 a Xubuntu 12.04 LT
  • Elimina Ubuntu 11.10 e reinstalla
  • Altro (cancella e crea nuove partizioni)

Nel mio caso (ultima voce tra quelle proposte sopra) ho deciso di creare una partizione, con filesystem ext4, per la directory root (/dev/sda1) e una partizione per lo swap (/dev/sda5). Verrà chiesto di indicare il device per l'installazione del boot loader, che di default dopo aver cancellato e creato le partizioni sul mio disco sarà /dev/sda1.
La copia dei file e l'installazione del sistema operativo richiede circa 30 minuti, durante la copia dei file è possibile completare alcune impostazioni di sistema: località per il fuso orario, layout per la tastiera e alcune informazioni personali per l'accesso (login e password). Come per le versioni precedenti, durante l'installazione del sistema operativo alcune slide mostrano le funzionalità di alcuni software che troveremo in Xubuntu.
La nuova versione di Xubuntu impiega circa 35 secondi ad avviarsi sul mio Aspire One 110. La scheda Wi-Fi, i tasti per regolare l'audio e la luminosità funzionano al primo riavvio. Il lettore di schede SD a sinistra dell'Aspire One funziona mentre quello a destra purtroppo no. Sono riuscito a sistemare questo piccolo problema con il solito trucco, quello cioè usato anche nelle precedenti versioni. Riporto qui, per comodità, la sequenza di istruzioni da me seguita:
  1. aprite una finestra del terminale e date il comando "sudo leafpad /etc/modules";
  2. aggiungete su una nuova riga la stringa "acpiphp" (il nome del modulo da caricare) e salvate le modifiche appena fatte al file;
  3. aprite il file usato da grub all'avvio con il comando "sudo leafpad /etc/default/grub";
  4. aggiungete alla riga "GRUB_CMDLINE_LINUX_DEFAULT" la stringa "pciehp.pciehp_force=1". Ad esempio, sul mio Aspire One, nel file in questione, ho questa riga: GRUB_CMDLINE_LINUX_DEFAULT="quiet splash elevator=noop rootfstype=ext4 pciehp.pciehp_force=1", non dimenticate come sempre di salvare il file;
  5. Ogni modifica fatta al file grub deve essere seguita dal comando "sudo update-grub";
La gestione della ventola è affidata anche in questa versione al modulo "acerhdf". Tuttavia questa dopo qualche minuto rimane sempre accesa! Colpa dei valori usati di default dal modulo "acerhdf" che ne comanda l'accensione non appena vengono superati i 30 °C! Per risolvere questo problema (la batteria del nostro Aspire One ci ringrazierà) applicate le seguenti modifiche:
  1. creare il seguente file di configurazione con il comando "sudo leafpad /etc/modprobe.d/acerhdf.conf";
  2. aggiungete la seguente riga nel file appena creato "options acerhdf kernelmode=1 interval=10 fanon=55000 fanoff=50000 verbose=0" e salvate le modifiche fatte al file;
  3. aprite il seguente file con "sudo leafpad /etc/modules";
  4. aggiungete su una nuova riga (subito sotto la stringa "lp") la stringa "acerhdf " e salvate le modifiche fatte al file;
Se sul vostro Aspire One 110 avete ancora il disco SSD di fabbrica, quello lento per intenderci, vi consiglio di disabilitare la funzione di journaling al filesystem ext4. Ecco come fare:

  1. riavviate l'Aspire One attraverso la pen-drive usb, ad esempio quella usata per installare Xubuntu;
  2. aprite una finestra di "xfce4-terminal" (premendo "ALT" ed "F2" e digitando il comando "xfce4-terminal");
  3. eseguite il seguente comando "sudo tune2fs -O ^has_journal /dev/sda1";
  4. verificate l'avvenuta disabilitazione della funzione di journal attraverso il comando "sudo dumpe2fs -h /dev/sda1 | grep features". Nell'elenco restituito la voce "has_journal" non sarà più presente. Attenzione, sostituite la stringa "sda1" con quella che identifica la vostra partizione.
Questo il desktop di Xubuntu al primo avvio:


Questo, invece, il desktop di Xubuntu dopo qualche modifica:


Ho collocato nel pannello in alto, oltre ai menu per l'applicazione e le risorse, i pulsanti delle finestre per le applicazioni in esecuzione. Nel pannello a scomparsa in basso ho aggiunto i collegamenti (avviatori) alle applicazioni più usate.
Le prestazioni di Xubunu sull'Aspire One 110 sono molto buone, l'hardware viene riconosciuto e configurato correttamente e in meno di 40 minuti si riesce tranquillamente a installare e configurare il sistema operativo. Xfce, inoltre, non impegna particolarmente il processore e la memoria ram. Sul mio Aspire One dopo l'avvio vengono utilizzati circa 190MB di memoria RAM. Il tema per le icone usate nel secondo screenshot, Faenza, è stato scaricato a questo indirizzo.

martedì 17 maggio 2011

Xubuntu 11.04: consigli per aspire one 110

Il 28 Aprile 2011 è stata rilasciata (in concomitanza con Ubuntu) l'ultima versione di Xubuntu, 11.04 Natty Narwhal. Xfce, l'ambiente desktop usato di default in Xubuntu, sempre veloce e leggero, è stato aggiornato all'ultima versione (4.8).
Sto provando da un paio di giorni questa versione sul mio Aspire One (110L), vi riassumo i problemi incontrati prima e dopo l'installazione, segnando per alcuni di questi le soluzioni che finora ho trovato.
Iniziamo dall'installazione, l'immagine trasferita con UNetbootin, dal file iso scaricato qui alla pendrive-usb, presenta il solito errore: No init found. Try passing init=bootarg. Ho aggirato questo problema creando l'immagine su pendrive-usb con il tool che trovate in Applicazioni>Sistema>Creatore dischi di avvio. L'installazione richiede circa 25 minuti. La dotazione software è come sempre orientata verso programmi leggeri ma comunque efficienti. Per l'ufficio disponiamo delle ultime versioni di: AbiWord (editor di testi), Gnumeric (fogli di calcolo) ed Evince (lettore di file pdf). Nella sezione dedicata a Internet troviamo installati: Firefox (il noto browser), Thunderbird (client per la posta elettronica), Pidgin (client per la chat istantanea, supporta numerosi protocolli), Xchat (client per irc) e il client per torrent. Nella sezione dedicata ai file multimediale Gmucibrowser è il nuovo lettore audio (ora installato di default al posto di Exaile), completano la sezione Xfburn (per la copia di dati su cd/dvd) e Parole Media Player (player di file audio e video). Nella sezione dedicata alla grafica troviamo come sempre: Gimp (per l'editing), l'ottimo Ristretto (visualizzatore di immagini) e Simple Scan (per l'acquisizione di immagini da scanner).
I tempi di avvio e spegnimento del sistema operativo sono rimasti invariati, il sistema operativo appare reattivo ai comandi e piacevole nell'utilizzo. Con la nuova versione di Xfce possiamo modificare il menu delle applicazioni attraverso uno dei tanti editor di menu disponibili nei repository di Ubuntu, come ad esempio Alacarte (sudo apt-get install alacarte). L'hardware dell'Aspire One è supportato bene anche in questa versione: il wifi viene riconosciuto e configurato bene in fase di installazione, nessun problema per la scheda video e l'audio, dei due lettori di schede SD funziona solo quello a sinistra. Quest'ultimo problema è ormai noto, vedremo a breve come risolverlo.
Con Xfce 4.8 possiamo dare ai pannelli un livello di trasparenza. Vanno tuttavia risolti alcuni bug relativi ai plugin usati nei pannelli, per alcuni di questi non sono riuscito a regolarne la trasparenza e il colore di background (mi riferisco a Generic Monitor, il plugin che permette di aggiungere nel pannello script personalizzati, e Indicator Plugin).
La gestione della ventola è affidata anche in questa versione al modulo acerhdf. Dopo qualche minuto la ventola rimane sempre accesa! Colpa dei valori usati di default dal modulo in questione che ne comanda l'accensione non appena vengono superati i 30 °C! Per risolvere questo problema (la batteria del nostro Aspire One ci ringrazierà) occorre creare il seguente file di configurazione con: sudo mousepad /etc/modprobe.d/acerhdf.conf e scrivere questa riga per le opzioni: options acerhdf kernelmode=1 interval=10 fanon=55000 fanoff=50000 verbose=0 (non dimenticate di salvare il file). Aprite il seguente file con sudo mousepad /etc/modules e aggiungete su una nuova riga (subito sotto lp): acerhdf (non dimenticate di salvare il file).
Se avete installato Xubuntu 11.04 su filesystem ext4 (più efficiente di ext2) vi consiglio di disabilitare la funzione di journaling (come già descritto qui). Avviate la live di Xubuntu, aprite una finestra di terminale e date il seguente comando: sudo tune2fs -O ^has_journal /dev/sda1 (sostituite, eventualmente, l'etichetta sda1 con quella del vostro dispositivo!). Altra ottimizzazione da fare è quella che riguarda le fasi di scrittura e lettura, per un disco SSD, è inutile ordinarle dal momento che queste richiedono lo stesso tempo di accesso! Potete applicare il consiglio già scritto qui.
Veniamo adesso ai lettori di schede SD, anche in questo caso la storia si ripete. Il lettore a destra funziona solo se è presente una scheda SD in fase di avvio. Ho risolto questo problema in questo modo: aprite una finestra del terminale e date il comando sudo mousepad /etc/modules, aggiungete su una nuova riga la stringa acpiphp (il nome del modulo da caricare), non dimenticate di salvare il file. Aprite il file usato da grub all'avvio con il comando sudo mousepad /etc/default/grub e aggiungete alla riga GRUB_CMDLINE_LINUX_DEFAULT la stringa pciehp.pciehp_force=1. Ad esempio, sul mio Aspire One, nel file in questione, ho questa riga: GRUB_CMDLINE_LINUX_DEFAULT="quiet splash elevator=noop rootfstype=ext4 pciehp.pciehp_force=1" (notare anche la presenza delle altre opzioni dette prima), non dimenticate come sempre di salvare il file. Ogni modifica fatta al file grub deve essere seguita dal comando sudo update-grub (fatelo!).


Sul mio netbook ho rivisto e organizzato lo spazio del desktop in modo differente da quello proposto di default (pannello a scomparsa e desktop libero per le finestre delle applicazioni).

venerdì 21 gennaio 2011

Aspire one, Xubuntu e i programmi che utilizzo di più

Questo è il mio desktop:


In questo articolo cerco di riassumere le applicazioni che uso di più sul mio Aspire One 110L, su cui ho installato tempo fa Xubuntu 10.04 (l'ultima LTS di Ubuntu). Xfce è il desktop manager usato di default su Xubuntu. La sua leggerezza (sia in termini di memoria ram che di cpu impegnata) si sposa bene con l'hardware limitato del mio Aspire One. Xfce viene spesse volte suggerito per PC con hardware vecchio o comunque poco performante. Uso Xfce anche su altri PC perché mi piace non impegnare eccessivamente le risorse hardware e lasciarle libere per altri processi di sviluppo. Con il rilascio di Xfce 4.8, l'ultima versione (dopo due anni di sviluppo), ben presto mi troverò a fare le mie prove per valutare una nuova installazione sui miei PC. Pertanto, scrivo qui i programmi che solitamente uso e installo su Xubutu. Se avete suggerimenti su altri programmi e alternative valide scrivete pure.

Grafica:
  • Comix: un visualizzatore di immagini progettato per la lettura di fumetti direttamente dagli archivi compressi (ZIP, RAR, gzip e bzip2). L'ultima versione è già disponibile nei repository di Ubuntu. Per l'installazione: sudo apt-get install comix;
  • Gimp: GNU Image Manipulation Program, programma open source per la creazione e modifica di immagini. E' installato di default su Xubuntu;
Multimedia:
  • Kino: software per l'editing e il montaggio video. Qui trovate alcuni video editati con Kino sul mio Aspire One. Per contenere i tempi di attesa durante la fase di elaborazione vi consiglio di editare pochi secondi (al massimo un minuto). Per l'installazione: sudo apt-get install kino.
  • Rhythmbox: lo preferisco ad Exaile (installato di default su Xubuntu e che disinstallo con sudo apt-get remove --purge exaile), si tratta di un lettore di file mp3. E' ottimo per organizzare la propria musica e si integra bene con il desktop attraverso messaggi di notifica sul brano in riproduzione (oltre ad avere numerosi plugin). Per l'installazione: sudo apt-get install rhythmbox. Attenzione, nei repository di Ubuntu non è presente l'ultima versione, pertanto aggiungetene uno con il comando sudo add-apt-repository ppa:webupd8team/rhythmbox, aggiornate il database (locale) con il comando sudo apt-get update e riprovate, quindi, l'installazione con sudo apt-get install rhythmbox;
  • EasyTag: se volete modificare i tag che descrivono i vostri file mp3, aggiungendo e/o togliendo informazioni su un brano oppure inserendo le cover per gli album, non dimenticate questo programma. Per l'installazione: sudo apt-get install easytag;
  • Vlc: il miglior lettore di file multimediali (audio e video). Per l'installazione, aggiungete il repository che lo distribuisce con il comando sudo add-apt-repository ppa:lucid-bleed/ppa, aggiornata il database (locale) con il comando sudo apt-get update e avviate l'installazione con sudo apt-get install vlc vlc-plugin-pulse mozilla-plugin-vlc;
Rete:
  • Chromium: è un browser open source, leggero e veloce. Lo preferisco a Firefox (che disinstallo con sudo apt-get remove --purge firefox), installato di default su Xubuntu. Per l'installazione su Xubuntu 10.04, digitate sudo mousepad /etc/apt/sources.list (che aprire l'editor sul file source.list) e inserite queste due righe: deb http://ppa.launchpad.net/chromium-daily/ppa/ubuntu lucid main e deb-src http://ppa.launchpad.net/chromium-daily/ppa/ubuntu lucid main. Non dimenticate di salvare il file appena modificato. Aggiungete una nuova chiave GPG con sudo apt-key adv --recv-keys --keyserver keyserver.ubuntu.com 0xfbef0d696de1c72ba5a835fe5a9bf3bb4e5e17b5, quindi aggiornate il database (locale) con sudo apt-get update ed infine installate il browser con sudo apt-get install chromium-browser;
  • Claws Mail: un client davvero leggero per la lettura e l'invio della posta elettronica. Se avete Thunderbird potete disinstallarlo con il comando sudo apt-get remove --purge thunderbird. Per l'installazione: sudo apt-get install claws-mail;
  • Emesene: client per la messaggistica istantanea (IM, instant messaging) che uso come alternativa a Pidgin (altro client per l'IM). Per l'installazione: sudo apt-get install emesene;
  • FileZilla: client FTP per il trasferimento di dati su server. Per l'installazione: sudo apt-get install filezilla;
  • Midori: altro browser per il web. E' la mia alternativa a Chromium, soprattutto per la visione di video e file in flash. Per l'installazione: sudo apt-get install midori;
  • Pidgin: client per l'IM, il mio preferito. Semplice e leggero. E' installato di default su Xubuntu (è installabile con sudo apt-get install pidgin). Attenzione, su Ubuntu non trovate l'ultima versione. Aggiungete, quindi, il repository ufficiale con sudo add-apt-repository ppa:pidgin-developers/ppa, aggiornate il database (locale) con sudo apt-get update. Se usate Xubuntu Pidgin è già installato, va solo aggiornato con sudo apt-get upgrade (in caso contrario installatelo con sudo apt-get install pidgin);
  • Putty: un client telnet/ssh. Per l'installazione: sudo apt-get install putty;
  • Skype: per le chiamate VoIP (voice over IP). Purtroppo non trovate Skype nei repository di Ubuntu, per l'installazione dovete seguire le istruzioni sul sito web, scaricando la versione adatta qui;
  • Xchat: è installato di default su Xubuntu (installabile con sudo apt-get install xchat), si tratta di un client IRC;
Sviluppo:
  • Android-SDK: ambiente di sviluppo per applicazioni su Android. ;
  • Arduino-SDK: ambiente di sviluppo per sketch su Arduino;
  • Bluefish: ambiente di sviluppo per HTML, PHP; JavScript e CSS. Nei repository di Ubuntu non è disponibile l'ultima versione installabile, allora, in questo modo: dare il comando sudo mousepad /etc/apt/sources.list per aprire l'editor e aggiungere la seguente riga deb http://debian.wgdd.de/ubuntu jaunty main restricted universe multiverse, aggiornare il database (locale) con sudo apt-get update, installare sudo apt-get install wgdd-archive-keyring e apt-get install bluefish;
  • Eclipse: ambiente di sviluppo per applicazioni Java (e altri linguaggi di programmazione). E' ideale per la programmazione di applicazioni per Android (grazie al plugin previsto dal team di Google per Android). Il programma è installabile seguendo le installazioni sul sito, scaricando e scompattando l'archivio tar con i file del programma;
  • Fritzing: un programma per disegnare circuiti con Arduino, per l'installazione seguire le istruzioni sul sito, scaricando e scompattando l'archivio con i file del programma;
  • NetBeans IDE: ambiente di sviluppo per applicazioni Java. Uso questo IDE soprattutto per la progettazione di interfacce grafiche. Non riesco, invece, a far funzionare il plugin per la programmazione su Android. Nei repository di Ubuntu non è presente l'ultima versione, installabile seguendo le istruzioni sul sito;
  • Qucs: è un simulatore di circuiti digitali e analogici (permette anche altri tipi di simulazione). Per l'installazione: sudo apt-get install qucs;
Ufficio:
  • AbiWord: editor di testo (leggero e funzionale), è installato di default su Xubuntu;
  • TexMaker: editor per file tex. Per l'installazione: sudo apt-get install texmaker;
  • Evince: lettore di file PDF (postscript, djvu, tiff e dvi), è installato di default su Xubuntu;
Accessori:
  • WbarConf: come potete vedere dall'immagine del mio desktop uso solitamente un solo pannello per la gestione del desktop. Su Xubuntu e molte distribuzioni GNU-Linux troviamo quasi sempre due pannelli: uno superiore che raccoglie l'area di notifica, alcuni collegamenti a programmi e il bottone per il menu delle applicazioni e un pannello inferiore che raccoglie, invece, le finestre delle applicazioni aperte e il bottone per passare da un desktop a un altro. Trovo questa soluzione poco adatta allo schermo di un netbook come il mio (Aspire One 110L), con risoluzione massima di 1024 x 600 pixel. Ecco allora che solitamente, per dare qualche pixel libero in più al mio schermo, decido di rimuovere sui miei desktop Xubuntu il pannello inferiore (aggiungendo gli elementi presenti nel pannello inferiore in quello superiore). Dedico la parte inferiore del mio desktop a wbar, una barra di collegamenti a programmi altamente personalizzabile, ne ho già parlato qui. wbarconf è il programma che mi permette di editare la wbar attraverso una comoda interfaccia. Scaricate l'ultima versione qui;
  • Startup Manager: un programma davvero molto comodo che vi permette di cambiare le opzioni di boot passate a GRUB (il boot loader di Ubuntu) attraverso un'interfaccia grafica. Per l'installazione: sudo apt-get install startupmanager. Vi segnalo la pagina sul wiki di Ubuntu, qui;
Giochi:
  • The Mana World: un MMORPG (massive multiplayer online role-playing game), ovvero un gioco di ruolo online che vi permette di sviluppare il vostro personaggio attraverso diversi livelli e caratteristiche, oltre a conoscere tante persone. Ne approfitto per salutare i miei amici Ranze, Tryzar, Rilke e DenDen. Per l'installazione: sudo apt-get install tmw.
  • TurboSlider: un gioco di corsa, funziona sia online che in locale. Non è disponibile nei repository di Ubuntu, per l'installazione seguire le istruzioni su questa pagina, qui;

sabato 18 dicembre 2010

Accesso remoto a un computer, con telnet

L'accesso remoto a un computer, per la gestione di file e l'uso di particolari servizi di rete, è sempre stata una prerogativa principale dei sistemi operativi GNU/Linux. Non a caso l'elenco dei comandi e dei tool messi a disposizione dell'utente per la gestione delle connessioni di rete è assai lungo. Il comando telnet, che realizza l'interfaccia all'omonimo protocollo di rete (definito nelle RFC 854 e 855), è uno dei comandi più utilizzati. Se il comando telnet viene invocato senza alcun parametro si accede alla modalità a comando prevista dal client (nel terminale dovrebbe comparire un nuovo prompt, telnet>). L'utente può allora impartire al client i comandi necessari all'accesso dei servizi e delle risorse di rete. Alcuni di questi sono:
  • status: ritorna lo stato di telnet;
  • open host porta: apre una connessione di rete verso l'host indicato, e alla porta indicata. Se nessuna porta viene indicata, telnet ne utilizza una di default;
  • mode type: permette, a seconda dello stato di telnet, l'impostazione di una delle modalità previste dal comando (character, line etc...);
  • close: chiude la sessione telnet e ritorna alla modalità a comandi;
  • quit: chiude il client di telnet;
Per un elenco completo vi rimando alle pagine del manuale dedicate al comando (man telnet). Il secondo utilizzo di telnet permette un accesso rapido alle risorse di rete, in tal caso è sufficiente passare al comando l'indirizzo ip dell'host da contattare.
In tutti i servizi di rete è indispensabile definire ruoli ben precisi ai vari host che partecipano alla connessione. L'host che offre un servizio viene detto server, quello che ne richiede i servizi è invece detto client. A seconda dei ruoli, quindi, per realizzare l'accesso remoto a un computer, va installata la parte client e/o la parte server dell'applicazione. Nel caso di telnet l'installazione del client e del server si risolve, rispettivamente, con sudo apt-get install telnet e sudo apt-get install telnetd. Quest'ultimo corrisponde al daemon (disk and execution monitor) di telnet: il servizio di rete, su protocollo telnet, che si pone in attesa di eventuali connessioni (in altre parole il server).
La connessione a un host avviene, dunque, solo se su quest'ultimo è in esecuzione il server di telnet, telnetd. Se su un host possono essere disponibili più servizi chi si preoccupa, allora, della loro gestione? La risposta è molto semplice: inetd (internet services daemon), un daemon che controlla i servizi Internet! Tale servizio, a causa di alcune sue limitazioni, è stato recentemente sostituito da xinetd. In ogni caso, per avviare il servizio telnet cercate il daemon sulla vostra distribuzione GNU/Linux a cui è stato assegnato questo compito.
Il file di configurazione /etc/inetd.conf associa l'esecuzione di un programma non appena giunge una richiesta di connessione all'host. All'interno di questo file viene dedicata una riga per ogni servizio di rete, con la seguente sintassi: service_name sock_type proto flags user server_path args. Le righe vuote e quelle che iniziano con il carattere # sono ignorate da inetd (commentate una riga se volete quindi disabilitare un servizio di rete). In questa immagine potete vedere il file /etc/inetd.conf presente sul mio Aspire One:


Per avviare il servizio appena configurato ho installato openbsd-inetd, con il comando sudo apt-get install openbsd-inetd. Il servizio telnet (prima configurato in /etc/inetd.conf, avete controllato questo file?) è stato quindi avviato con il comando sudo /etc/init.d/openbsd-inetd start.
Con il comando netstat possiamo conoscere le connessioni in corso sul nostro computer, sia in entrata che in uscita. Il comando in realtà fornisce altre informazioni, in questo contesto è stato tuttavia utilizzato per rilevare la presenza del daemon di telnet. Digitate il comando netstat -a | grep telnet, se tutto è andato per il verso giusto ci verrà ritornata una riga (quella che fa riferimento al servizio telnet, il cui stato, come riporta l'ouput è su LISTEN, in ascolto).
Tutti i comandi fin qui visti sono stati ripetuti su due computer: un netbook (Aspire One) il cui indirizzo ip nelle prossime immagini è stato ricoperto con un rettangolo rosso e un PC desktop, il cui indirizzo ip nelle prossime immagini è stato invece ricoperto con un rettangolo blu. Sul netbook era installata Xubuntu 10.04 (Lucid Lynx), sul PC desktop Xubuntu 9.10 (Karmic Koala). Ho quindi creato sui due computer un file con lo stesso nome (NEW_FILE.txt) ma dal contenuto differente. Per realizzare una connessione remota all'host occorre passare a telnet l'indirizzo ip dell'host da contattare: telnet indirizzo_ip. Se la connessione riesce vi verrà chiesto il nome utente e la password in uso presso l'host remoto. Se il login riesce senza nessun errore possiamo allora interagire con l'host contattato, come se fossimo seduti davanti al computer remoto! Nelle immagini che seguono potete vedere la connessione dal PC verso il netbook:



In queste immagini, invece, potete vedere la connessione dal netbook al PC:



Qui, infine, la connessione remota è stata realizzata su un PC dotato di sistema operativo Windows XP, sempre verso il netbook:


Usare telnet è davvero semplice ma allo stesso tempo poco sicuro poiché la connessione creata non è protetta in alcun modo. La trasmissione dei pacchetti avviene in chiaro, le informazioni non sono cioè codificate. La password digitata in fase di login, ad esempio, è allora facilmente intercettabile! Per questo motivo è preferibile usare ssh (secure shell) al posto di telnet, oppure telnet-ssl (la versione con protocollo SSL di telnet).

sabato 11 dicembre 2010

ScummVM su Xubuntu

ScummVM (Script Creation Utility for Maniac Mansion Virtual Machine) è un emulatore che permette l'esecuzione di vecchi giochi punta e clicca come: Monkey Island (e tutti i giochi LucasArts), Broken Sword, Discworld etc... ScummVM è disponibile per diverse piattaforme: Windows, GNU/Linux, PalmOS, PocketPC etc... In questo articolo vi mostrerò l'installazione di ScummVM su Xubuntu.
L'installazione sui sistemi Ubuntu si risolve con il comando sudo apt-get install scummvm. Se non viene trovato nessun pacchetto software con questo nome provate, allora, ad aggiornare la lista dei software con sudo apt-get update.
Trovate altre informazioni sul sito di riferimento dell'applicazione, alcune particolarmente interessanti nella sezione dedicata al download. Al termine dell'installazione troverete l'emulatore ScummVM nel menu "Giochi" del vostro sistema operativo Ubuntu. All'avvio l'applicazione si presenta con una schermata simile a quella che segue:


Per la configurazione di un nuovo gioco occorre cliccare sul bottone "Add Game" e indicare il path alla directory con i file del gioco. Se disponete già di tale cartella potete procedere all'avvio del gioco. Per la prova di questo emulatore ho scelto di installare Discworld.
Sul sito dedicato a ScummVM trovate un'interessante wiki con un elenco dei file utili all'avvio dei giochi. Se state provando ad avviare un gioco non dimenticate di consultare quell'elenco! Per procurarmi la cartella di installazione del gioco sono stato costretto a installarlo dal mio vecchio cd su un computer con sistema operativo Windows. Al termine dell'installazione ho quindi copiato la cartella del gioco sul file system del mio Aspire One (dove in precedenza ho installato ScummVM). Questo passaggio è indispensabile se vogliamo far riconoscere all'emulatore i file del gioco:


Selezionate la cartella del gioco cliccando sul bottone "Chose". Se l'emulatore riconosce i file del gioco vi sarà data la possibilità di configurarlo per l'avvio:


La maggior parte delle impostazioni di default è sufficiente ad avviare il gioco senza problemi. Assicuratevi di selezionare sempre la giusta piattaforma del gioco da emulare. Durante la prova ho sperimentato diversi filtri video che potete selezionare attraverso la scheda "Graphics":


Dopo aver impostato i vari parametri per la configurazione del gioco non dimenticate di cliccare sul bottone "Ok". In questo modo ritornerete alla schermata principale di ScummVM. Questa volta, però, il gioco che abbiamo precedentemente aggiunto sarà presente nell'elenco! Selezionatelo e cliccate sul bottone "Start" per avviarlo:


Il gioco verrà caricato in breve tempo. L'emulatore si comporta molto bene sull'Aspire One senza impegnare eccessivamente il processore e la memoria ram (la cui occupazione si aggira mediamente intorno ai 12MB, ovviamente dipende dal gioco e dalle fasi di gioco).



Buon divertimento!

lunedì 25 ottobre 2010

Xubuntu 10.10, prova su Aspire One

Per la prova dell'ultima versione di Xubuntu (la 10.10) ho avuto dei problemi nella creazione della pen-drive usb, poi risolti usando l'ultima versione di Unetbootin. L'immagine del sistema operativo, disponibile presso il sito di riferimento della distribuzione, occupa circa 680MB.

L'avvio è stato piuttosto lungo, occorrono poco più di 90 secondi (di sicuro l'esecuzione da disco fisso impiega meno tempo), che vanno dall'accensione dell'Aspire One fino alla comparsa del desktop.

Ho quindi provato i due lettori di schede di memorie, stesso esito anche qui: il lettore a sinistra dellAspire One funziona, quello a destra invece no. Noto subito, come si può notare dall'immagine del desktop mostrata sopra, che il volume è assente! Durante la prova ho risolto questo problema cliccando il tasto destro del mouse sull'icona del volume, nel pannello in alto. Ho poi selezionato la voce "Properties" e in corrispondenza dell'etichetta "Sound card" ho selezionato "PulseAudio Mixer". Cambiando il volume, attraverso la nota combinazione di tasti, ho quindi verificato che tutto, adesso, andava bene.

Un ulteriore prova è poi avvenuta effettuando la connessione ad Internet attraverso il mio router, la scheda wifi viene quindi riconosciuta dal sistema operativo senza alcun intervento. Durante la navigazione in Internet, dopo aver installato l'opportuno plugin, ho quindi verificato sia l'audio (è ok, si sente) che la fluidità dei video (non proprio fluidi, meglio un altro browser?).

Aggiunto un nuovo task manager, in stile Xfce. In condizioni di riposo l'uso della memoria ram è del 35%, 182MB su 512MB disponibili, attenzione a questi 182MB vanno tolti quelli condivisi con la scheda video. In ogni caso, rimangono a disposizione dei processi utente circa 330MB (il restante 65%).

Questa versione non mi ha colpito particolarmente, consapevole anche dell'esecuzione su pen-drive usb. Forse perché già da alcune versioni le prestazioni di quesa distribuzione sull'Aspire One si sono ormai assestate. Va comunque detto che anche questa distribuzione ottimizza l'uso della memoria ram ed è meno impegnativa per la cpu rispetto alla versione classica di Ubuntu con Gnome. Con Xubuntu e Lubuntu possiamo portare Ubuntu sull'Aspire One (110). Personalmente ho apprezzato molto l'impegno del team di Xfce di sostituire i programmi legati all'ambiente Gnome (che solitamente si portano dietro le librerie di programmi necessaie all'esecuzione del programma) con quelli dedicati appositamente per Xfce (come è stato fatto in Lubuntu). Fra le novità di questa versione troviamo:

  • Parole, il nuovo player di file multimediali di Xfce4;
  • Xfburn, che sostituisce Brasero come programma di scrittura su supporti CD/DVD;
  • Xfce4-taskmanager (visibile nell'ultimo screen shot), un task manager che usa meno risorse rispetto a Gnome-Task-Manager (presente, invece, nelle precedenti versioni);
  • Le ultime versioni di Gnumeric e Abiword;
  • Un nuovo tema grafico, bluebird;

lunedì 18 ottobre 2010

Lubuntu 10.10, prova su Aspire One

Quasi in concomitanza con l'uscita  di Ubuntu 10.10, Maverick Meerkat, è stata rilasciata la nuova versione di Lubuntu. Ho subito provato l'ultima versione scaricando l'immagine del sistema operativo dal sito di riferimento della distribuzione, un file .iso grande circa 545MB, sul mio Aspire One (il 110L, con SSD da 8GB e memoria ram di 512MB). La live da eseguire con la pen-drive usb è stata come al solito creata con Unetbootin.

Durante l'avvio del sistema operativo si verificano dei messaggi di errori che non ne interrompono il caricamento. L'Aspire One ha impiegato circa 65 secondi (incluso il tempo per necessarrio a selezionare, attraverso il tasto "F12" l'avvio dalla pen-drive usb). La versione del kernel Linux usata da Lubuntu 10.10 è 2.6.35-22. 

La scheda di rete viene riconosciuta correttamente, l'accesso al router e la navigazione in Internet riesce senza problemi. Il led della scheda di rete funziona al passaggio del traffico di rete, altre volte sembra rimanere fisso. Così come in molte distribuzioni GNU/Linux, anche in Lubuntu 10.10 il lettore di schede alla destra dell'Aspire One non sembra funzionare. Nessun problema per quello a sinistra. In questa versione le combinazioni di tasti con il tasto "Fn" funzionano correttamente (nella precedente versione non andavano). E' possibile regolare sia l'audio che la luminosità, tuttavia nessuna notifica sembra comparire (potrebbe essere utile almeno per l'audio). In questo modo si viene a creare una discrepanza di valori nel caso del volume: la barra disposta nel pannello per la regolazione del volume si discosta dal reale valore se quest'ultimo è stato ritoccato attraverso la combinazione di tasti. I dispositivi di memoria collegati all'Aspire One vengono montati automaticamente. Il layout della tastiera non corrisponde al mio modello, magari nell'installazione sul disco questo difetto sparisce (o va eventualmente corretto). La webcam viene riconosciuta e utilizzata da Cheese.

La distribuzione si comporta, così come la precedente versione, davvero molto bene. La navigazione è piacevole con Chromium web browser. Il sistema risponde bene ai comandi, senza mai esitare. In questa versione sono stati aggiunti nuovi software, ora Lubuntu dispone di un proprio gestore di processi, LXTask, e di Xpad. Altri programmi sono stati invece rimossi, come Parcellite e pyNeighborhood. Evince è il nuove lettore di file PDF! Nel menu sono adesso presente dei giochi. E' stato infine aggiornato il sistema di notifiche (abilitato adesso anche agli aggiornamenti tipici di Ubuntu).

Sono un po rimasto perplesso quando il task manager mi mostrava la memoria ram usata dal sistema operativo:

Adesso (in condizioni di riposo) la memoria ram utilizzata  è di 168MB su 484MB disponibili. Nella precedente versione l'utilizzo della memoria ram (nelle stesse condizioni) lasciava più spazio ai processi dell'utente! Personalmente preferisco la versione 10.04 di Lubuntu proprio per questo motivo, poiché meglio realizza gli obiettivi della distribuzione (e anche una mia esigenza). Badate bene, il sistema operativo mantiene (almeno da live) gli stessi tempi della precedente versione e va in ogni caso presa in considerazione per il nostro Aspire One.

venerdì 15 ottobre 2010

Lubuntu 10.04, prova su Aspire One

Lubuntu è un sistema operativo GNU/Linux derivato da Ubuntu, la prima release risale a maggio 2010 (derivata da Ubuntu 10.04, Lucid Lynx). Il window manager utilizzato è Openbox, particolarmente leggero e adatto a dispositivi con poche risorse. Trovate altre notizie sulla homepage ufficiale della distribuzione. Perché non provarlo sull'Aspire One 110L?

La versione provata è stata la 10.04, ho scaricato l'immagine del sistema operativo (un file .iso di circa 520MB) e creato la pen-drive attraverso Unetbootin. Come dicevo all'inizio il window manager utilizzato è Openbox, il desktop environment è invece LXDE (Lightweight X11 Desktop Environment), da cui deriva appunto il nome dato alla distribuzione.

L'avvio ha richiesto, a partire dall'accensione, circa 70 secondi. Il tempo effettivamente utile all'avvio è pertanto minore se a quest'ultimo si sottrae infatti il tempo impiegato per selezionare la pen-drive usb in fase di avvio con il tasto F12. Va poi considerata la bontà della periferica esterna utilizzata, nel mio caso una pen-drive usb di 4GB prodotta da Kingston. Prestazioni maggiori si ottengono installando il sistema operativo sul disco fisso. La versione 10.04 di Lubuntu è basata sul kernel Linux 2.6.32-21. Lubuntu è una distribuzione minimale, il desktop offerto all'utente all'avvio ne fa intuire sicuramente le scelte:

Il software installato di default segue la politica che sta alla base della distribuzione, non impiegare troppa memoria ram nell'esecuzione dei processi. Nel menu delle applicazioni disponiamo (vi elenco i programmi più importanti): del file manager, PCMan File Manager (la versione 0.9.5); Image Viewer, un visualizzatore di immagini; mPaint graphic editor, un editor di immagini; Chromium web brower, un browser per Internet; Pidgin Internet messenger, per la messaggistica istantanea; Abiword e Gnumeric rispettivamente per editare file di testo e fogli elettronici; Aqualung e Gnome MPlayer per i file audio.

La memoria ram usata è davvero poca, nel mio caso 97MB su 485MB disponibili, come mostra il tool xfce4-taskmanager:

Il sistema operativo si presenta reattivo ai click dell'utente, durante la prova da me effettuata non sembrava di eseguire il sistema operativo da pen-drive usb! Vediamo nello specifico cosa funziona: il lettore di schede a destra dell'Aspire One non sembra funzionare (problema noto anche in altre distribuzioni Ubuntu), nessun problema per il lettore a sinistra che ha quindi letto il contenuto della scheda SD da me inserita. Le pen-drive usb inserite vengono montate automaticamente, l'audio viene riprodotto bene. Non ho avuto modo di provare il microfono. La webcam viene riconosciuta da Cheese che ne mostra correttamente l'output su video (con poca luce, si può rimediare nelle impostazioni). La scheda wifi viene riconosciuta e l'accesso al mio router avviene senza problemi. La potenza del segnale è stata del 55% (la distanza dal mio router è di circa 9 metri). Il modulo usato per la scheda wifi è l'ath5k per schede Atheros della serie 5xxx. La connessione di rete riesce anche attraverso il cavo ethernet. La ventola di raffreddamento è gestita dal modulo acerhdf. Non funzionano i tasti combinati, le combinazioni di tasti con il tasto "Fn" per intenderci. Il volume può essere aggiustato dal pannello inferiore ma come fare per la luminosità dello schermo? Nessuna notifica viene mostrata all'utente se la scheda wifi viene disabilitata attraverso l'apposito tasto. Dopo averlo toccato, disabilitando la schede di rete, la connessione è caduta dopo qualche secondo. L'interruttore, quindi, funziona ma lo stato non viene notificato (un problema noto anche su altre distribuzioni)!

Questa prova è stata effettuata su un Aspire One 110L, con SSD da 8GB e 512MB di memoria ram. Questa distribuzione è davvero ottima per il mio modello, l'hardware è ormai supportato a dovere dal kernel di Linux e la poca memoria ram richiesta dal sistema operativo nonché il basso utilizzo della cpu permette di avere un sistema operativo sempre pronto e reattivo alla risposta. Il sistema operativo si lascia piacere proprio per le caratteristiche dette poco fa (obiettivo, quindi, raggiunto dalla distribuzione), dall'altro lato bisogna però accettare il compromesso con l'ambiente grafico. Se le due cose vanno nella stessa direzione allora Lubuntu è la distribuzione fatta proprio per voi!

mercoledì 1 settembre 2010

ext4 su SSD: si, ma senza la funzione journaling

Uno dei file system senza dubbio più usato nei sistemi GNU/Linux è il file system ext2 (second extended file system). La semplicità e la stabilità di questo file system sono alla base del successo di ext2. Per questo troviamo sempre ext2 fra le possibili scelte di file system quando ci apprestiamo a installare Linux sul nostro computer.
ext4 (fourth extended filesystem), rilasciato nel 2006, segue ad ext3 e introduce nuove e interessanti funzionalità. Il suo sviluppo consiste essenzialmente in alcune estensioni aggiuntive fatte su ext3 (non senza polemiche, ext4 nasce come fork di ext3 ed è stato successivamente integrato nel kernel a partire dalla versione 2.6.28). Ecco alcune (delle principali) caratteristiche di ext4:
  • Indirizzamento a 48 bit, la conseguenza di tutto ciò si traduce nell'aumento della dimensione massima per un file;
  • Introduzione di extent per la gestione di blocchi: un extent rappresenta un gruppo di blocchi contigui appartenenti a un file e favorisce la non deframmentazione del disco. In altre parole per un file viene creato un extent di blocchi contigui, ove possibile, anziché memorizzare il contenuto del file in tanti blocchi non contigui (che comportano tra l'altro la gestione, a volte molto onerosa, di una mappa di blocchi liberi);
  • Introduzione dell'allocazione multiblocco: l'ispirazione nasce sempre sui predecessori, ext3 usa un'allocatore per blocchi (presi dalla mappa di blocchi liberi) che assegna al file 4KB alla volta! La chiamata avviene tuttavia in maniera iterativa e l'allocatore viene chiamato n volte! Con n pari alla dimensione del file da scrivere diviso la dimensione del blocco. Non vi sembra un lavoro eccessivo? ext4, invece, alloca con una sola chiamata i blocchi necessari al file (definendo un extent);
  • Uso dell'allocazione ritardata: va subito detto, per tranquillizzare molti utenti, che il contenuto del file system non subisce perdite di informazioni. Se un file deve essere scritto sul file system ne ritroveremo comunque il contenuto! Questa caratteristica ha un impatto a mio avviso eccezionale sulle prestazioni del file system (che poi ritroviamo in una maggiore reattività del sistema). Durante la scrittura di un file, ext3 allocherebbe di continuo blocchi utili al file stesso, pur non sapendo se quest'ultimo possa effettivamente servire (pensate ad esempio a un file temporaneo, prima scritto e poi cancellato dopo essere stato consumato; oppure a un file in download in continua crescita). ext4 invece pone i dati del file in una cache (solitamente la memoria ram del computer), almeno finché può farlo, riportandone poi il contenuto (in blocchi contigui, extent) sul filesystem;
  • Preallocazione di blocchi: avete mai usato Torrent o programmi di P2P simili? Quando ha inizio il download del file viene allocato un file (riempito man mano che il download procede) avente le stesse dimensioni del file finale. L'ispirazione, in questo caso, nasce da lì: è importante per alcune applicazioni (soprattutto quelle real time) disporre dello spazio per un file che verrà poi scritto successivamente;
  • Uso di H-tree per superare il limite del numero di cartelle in una cartella e migliorare la gestione delle cartelle di grossa dimensione;
  • Controllo più rapido con fsck: in ext4 esiste una tabella con gli i-node inutilizzati sicché fsck saprà bene cosa fare (ovvero saltare il controllo di quel gruppo);
  • Uso della funzione journaling: è sicuramente una delle funzioni che contribuisce di più alla consistenza del file system! Immaginate di scrivere in un diario e sotto forma di un unico blocco le operazioni da fare per portare a termine una determinata cosa. Solo al completamento dell'ultima operazione potete allora affermare di aver completato l'operazione scritta sul diario, se una sola delle operazioni in sequenza non avviene si può in ogni caso tornare dietro e ripristinare tutto com'era prima (operazione di rollback). ext4 realizza una cosa come questa quando deve scrivere sul file system! Se durante un processo di scrittura viene a mancare, ad esempio, la corrente il sistema operativo leggendo un file di log si accorge di un'operazione incompleta e ripristina lo stato del file system. Tutto questo comporta tuttavia un lavoro aggiuntivo per la cpu e il disco, in alcuni casi tale funzione può comunque essere disattivata.
Non vi è dubbio dei vantaggi portati da ext4, potete sperimentarli stesso voi. Vi assicuro che (su PC di ultima generazione) avvertirete l'incremento. Ho sperimentato di persona l'uso di questo file system anche sull'Aspire One (il modello 110L, con 512MB di memoria ram e disco SSD) e ne consiglio l'uso a patto di disabilitare la funzione di journaling. Purtroppo il disco SSD usato di default in questo modello non ha prestazioni eccezionali, anche se va comunque detto che rispetto ai sistemi Windows questo disco non sembra essere lo stesso (lì la situazione è ancora più drammatica).
Vi dico come disabilitare questa funzione in Xubuntu (10.04), procuratevi un pen-drive usb con una distribuzione live di Linux (quella usata per installare il sistema operativo che adesso state usando va bene). Avviate l'Aspire One in modalità live, in questo modo il disco SSD non verrà neppure montato e noi possiamo applicare in tutta tranquillità le modifiche al disco. Avviato?
Mi raccomando, non montate la partizione sul disco SSD (ad esempio andando a vedere nel file manager il contenuto dello stesso, di default il sistema operativo monterà la partizione di quel disco, non fatelo!) Aprite ora una finestra di terminale e date il comando:
sudo tune2fs -O ^has_journal /dev/sda1
sostuite sda1 con il nome della vostra partizione, qualora dovesse essere diversa da quella mostrata nell'esempio. Se non si sono verificati errori di battitura (potete copiare e incollare il comando direttamente nel vostro terminale) potete chiudere le finestre aperte e riavviare l'Aspire One, questa volta facendo caricare il sistema operativo presente sul disco (non dimenticate di staccare la pen-drive usb).
Per verificare l'avvenuta disabilitazione della funzione di journal possiamo dare il seguente comando:
sudo dumpe2fs -h /dev/sda1 | grep features
modificate sempre la partizione sda1 usata nell'esempio se non corrisponde a quella da voi usata. Il comando può essere usato prima e dopo la modifica al file system. Se eseguito prima della modifica questo comando ritorna un elenco delle funzioni abilitate sul file system e fra queste, quindi, anche quella di journaling. Dopo la modifica, invece, tale voce scompare e simboleggia l'avvenuta modifica al file system.

sabato 24 luglio 2010

Aspire One: lo stato della batteria

L'altro giorno mi chiedevo come misurare lo stato di usura della batteria del mio Aspire One. Il gestore di energia di Xubuntu fornisce preziose informazioni sulla batteria: tipo di tecnologia usata, corrente disponibile (valore di fabbrica), ultima valore della corrente disponibile (valore reale), fornitore e modello!


I valori riassunti nell'immagine sopra si trovano nel file system del nostro computer. Lo stato della batteria potrebbe allora essere calcolato in questo modo: (valore_ultima_carica/valore_progetto)*100. Se il valore dell'ultima carica è uguale al valore di progetto, la batteria è al 100% delle sue possibilità! Si tratta ovviamente di un valore teorico. Lo stato di usura della batteria, allora, potrebbe essere il complemento a 100 del valore calcolato prima! Vi propongo uno script per far fare al computer questi calcoli:

#!/bin/bash

if [ -e /sys/class/power_supply/BAT1/present ]
then
   present=$(cat /sys/class/power_supply/BAT1/present)
   last_charge=$(cat /sys/class/power_supply/BAT1/charge_full)
   max_charge=$(cat /sys/class/power_supply/BAT1/charge_full_design)
   echo "Ultima carica: " $last_charge" µAh;"
   echo "Massima carica: "$max_charge" µAh;"
   status=$(echo "scale=4; ($last_charge/$max_charge)*100" | bc)
   wear_out=$( echo "scale=4; (100-$status)" | bc)
   echo "Condizione della batteria: "${status}"%"
   echo "Usura della batteria: "${wear_out}"%"
else
   echo "La batteria non risulta inserita!"
fi

Aprite il vostro editor preferito, copiate e incollate il codice scritto sopra. Salvate il file scegliendo per lo stesso un nome, facile da ricordare (in maniera tale da poterlo poi invocare, almeno una volta al mese) e con estensione sh. Il file sul mio Aspire One ha ad esempio questo nome: battery.sh. Per rendere eseguibile il file date questo comando: sudo chmod +x battery.sh, all'interno della cartella che ospita il file che prima abbiamo scritto.
Per far diventare questo script un comando a tutti gli effetti spostiamolo nella cartella dei comandi per l'utente, ad esempio con il comando: sudo mv battery.sh /usr/bin (digitando la password dell'utente root). Che ne dite di provarlo?


Il valore nell'immagine di sopra è stato ottenuto dopo l'operazione di calibrazione della batteria. Prima di tale operazione lo stato di condizione della batteria, misurato con lo stesso script, era del 75.7200% (e l'usura, quindi, era del 24.2800%).

Aspire One: calibrazione della batteria

La calibrazione della batteria permette di far aderire i valori della stessa, rilevati e misurati dal portatile, a quelli reali. Molto spesso iniziamo a far caricare la batteria ancora prima che essa si scarichi del tutto. Il computer, di conseguenza, stima la durata della batteria considerando l'ultimo intervallo di carica, quelli precedenti e i tempi di carica. La stima è quindi viziata dall'utilizzo della batteria. Con l'operazione di calibrazione possiamo mostrare al computer la reale capacità della batteria, ecco cosa dovete fare:
  • caricate la batteria del vostro Aspire One al 100%, fino a far diventare verde il led della batteria;
  • staccate ogni dispositivo collegato all'Aspire One (mouse, stampanti, scanner, piani di raffreddamento, schede di memorie e pen-drive usb), fatto? Staccate l'alimentazione dell'Aspire One e rimanete il computer acceso (disattivate, se attiva, la funzione di ibernazione), adesso alimentato dalla batteria appena caricata;
  • lasciate inutilizzato l'Aspire One, fino a farlo spegnere del tutto: andate a prendere un caffè, fate una passeggiata con il cane... Per far scaricare tutta la batteria del mio Aspire One ho dovuto aspettare più di due ore! Quando vedete lampeggiare il led arancione della batteria capirete che la batteria è ormai scarica (e solitamente rimangono gli ultimi minuti);
  • non appena l'Aspire One si spegne, inserite l'alimentazione e date inizio al processo di carica (questa volta ci metterà di più). E' possibile accendere l'Aspire One (verrà avviato il controllo del disco) oppure attendere il completamento della carica;
Prima di avviare questa procedura l'informazione sulla batteria nel pannello di Xfce diceva che nell'ultima carica completa la batteria disponeva di 1665 mAh. Adesso, invece, la stessa voce riporta 1818 mAh disponibili!

martedì 22 giugno 2010

Aspire One, Linpus lite: conky, installazione e configurazione

Qualcuno usa "Conky"?
Si tratta di un monitor per risorse di sistema altamente configurabile. Il programma è facilmente installabile, nei repository è infatti presente la versione 1.6.1. Non proprio l'ultima ma comunque utile.

[user@localhost ~]$ sudo yum install conky

Non appena "yum" trova il pacchetto per l'installazione premete il tasto "y" per confermare l'installazione (altrimenti "n", per annullarla). A questa pagina trovate una lista delle variabili supportate da "Conky". E' con queste che dovrete descrivere il vostro widget, modificando il file "/etc/conky/conky.conf". Di default, dopo l'installazione, il file contiene già una configurazione. Questo è il contenuto del mio file "conky.conf":

#Collocazione dell'oggetto sul desktop
alignment top_right

#Sono permessi valori booleani ("true" oppure "false"), se "true" il processo verrà legato associato al desktop
background no

#Esprime la larghezza dei bordi in pixel
border_width 1

#Specifica il numero di campionamenti per la CPU da monitorare
cpu_avg_samples 2

#Colore usato di default (valido anche per i bordi)
default_color white

#Colore usato di default per le linee esterne
default_outline_color white

#Colore usato di default per l'effetto ombra (valido anche per i bordi)
default_shade_color white

#Abilita/Disabilita i bordi intorno al testo
draw_borders no

#Abilita/Disabilita i bordi intorno ai grafici
draw_graph_borders yes

#Disegna le linee esterne
draw_outline no

#Disegna l'effetto ombra
draw_shades no

#Usa i font XFT
use_xft yes

#Specifica il tipo di font da usare e la misura dei caratteri
xftfont Sans:size=10

#Tenta di usare la codifica UTF8
override_utf8_locale yes

#Specifica la distanza, in pixel, che deve esistere tra il bordo sinistro o destro dello schermo (a seconda dell'allineamento scelto)
gap_x 10

#Specifica la distanza, in pixel, che deve esistere tra il bordo superiore o inferiore dello schermo (a seconda dell'allineamento scelto)
gap_y 10

#Specifica la dimensione dell'intero oggetto in pixell
minimum_size 180 0

#Specifica il numero di campionamente per l'interfaccia di rete da seguire
net_avg_samples 2

#Usa il buffer
no_buffers yes

#Usa il doppio buffer (riduce sgradevoli effetti, può non funzionare a tutti)
double_buffer yes

#Abilita la stampa su una console
out_to_console no

#Crea una finestra
own_window yes

#Imposta il tipo di finestra da disegnare
own_window_class Conky

#Imposta all'oggetto l'effetto trasparenza
own_window_transparent yes

#Può essere impostato solo se own_windows è su "yes", specifica il tipo dell'oggetto
own_window_type desktop

#
own_window_hints undecorated,below,sticky,skip_taskbar,skip_pager

#Imposta la dimensione delle strisce (per i bordi)
stippled_borders 0

#Frequenza di aggiornamento
update_interval 1.0

#Decide se scrivere tutte informazioni in maiuscolo
uppercase no

#Aggiunge spazio intorno a certi oggetti, utile ad esempio se si nota un conflitto con lo sfonfo
use_spacer none

#Mostra il massimo valore nella scala dei valori
show_graph_scale no

#Mostra l'intervallo usato
show_graph_range no

#Descrizione dell'oggetto
TEXT
${alignc 20}${font Trebuchet MS:size=26}${time %H:%M}${font}
${alignc}${time %a %d %b %Y}

${color grey}CPU:${color} ${cpu cpu}% ${alignr}${alignr}${cpubar 8,80 cpu}
${color grey}RAM:${color} $memperc% ${alignr}${membar 8,80}
${color grey}SWAP:${color} $swapperc% ${alignr}${swapbar 8,80}
${color grey}SSD:${color} ${fs_free /root}/${fs_size /root} ${alignr}${fs_bar 8,80 /}

${color grey}ESSID: ${alignr}${color}${wireless_essid ath0}
${color grey}Qualità:${color} ${wireless_link_qual_perc ath0}% ${alignr}${wireless_link_bar 8,80 ath0}
${color grey}Indirizzo IP:${color}${alignr}${addr ath0}

${color grey}Download:${color} ${downspeedf ath0} KiB
${alignc}${downspeedgraph ath0 25,200}
${color grey}Upload:${color} ${upspeedf ath0} KiB
${alignc}${upspeedgraph ath0 25,200}

Ho anche commentato ogni riga, cercando di spiegare in questo modo l'utilità del comando. Aprite il file di configurazione con il comando "sudo mousepad /etc/conky/conky.conf", cancellate il contenuto e inserite (facendo copia e incolla) il codice mostrato sopra o quello da voi ideato. Non dimenticate di salvare (tasti "Ctrl" ed "s"), chiudete mousepad ed eseguite "Conky". Come? Date il comando "conky", il risultato dovrebbe essere qualcosa di simile:


Dimenticavo, dovete eseguire la modalità desktop per apprezzarne l'utilità.

lunedì 21 giugno 2010

Aspire One, il caldo si fa sentire

L'altro giorno ho comprato su ebay un cooling pad da mettere sotto l'Aspire One. Non siamo ancora alle temperature calde tipiche del mese di Luglio e Agosto ma ho pensato di aiutare il mio Aspire One a smaltire un po di calore accumulato. Ho però notato una cosa tipica di tutti i cooling pad in commercio che proverò a spiegare. Prendiamo in considerazione il nostro amato Aspire One, il flusso d'aria che dovrebbe raffreddare il processore viene all'occorrenza generato dalla ventola montata all'interno, proprio sopra la cpu. La rotazione della ventola è tale da aspirare l'aria da un lato, la grata più grande posizionata davanti l'Aspire One, e espellere quella calda attraverso la grata più piccola posizionata a lato (in mezzo alle prese per il monitor esterno e il cavo ethernet).


Il cooling pad in questione (ma, vedendo altre immagini in rete, funzionano tutti allo stesso modo) è questo qui:


Nell'immagine ho anche evidenziato con delle frecce la direzione del flusso generato dalle ventole. Secondo voi questa configurazione è corretta? Quando la ventola di raffreddamento dell'Aspire One è accesa il flusso della ventola sinistra del cooling pad si scontra con quello in uscita dall'Aspire One. Ho infatti notato che l'Aspire One in questo scenario fa più fatica a far scendere la temperatura! Se infatti stacco il cooling pad quando è accesa la ventola dell'Aspire One la temperatura scende prima!
Una situazione invece favorevole a questa configurazione è quella all'avvio del computer, quando cioè il processore ha ancora una temperatura bassa e la ventola di raffreddamento dell'Aspire One non si è ancora attivata. E' in questa circostanza che una porzione del flusso generato dal cooling pad riesce ad arrivare fino al processore e a portare qualche beneficio (ritardando l'accensione della ventola interna). Siccome ritengo che il calore in eccesso vada aspirato dall'Aspire One ho allora fatto una piccola modifica al cooling pad:


Ho invertito il flusso della ventola 1 montandola al contrario! L'altra possibilità che avevo era quella di invertire la polarità della tensione che alimenta quella ventola, direi che è assai più semplice smontarla e rimontarla al contrario. In questo modo, mentre la ventola 2 genera il flusso in entrata, la ventola 1 estrae il flusso di aria calda, aiutando quella interna (quando è attiva). E' importante far corrispondere la ventola 1 al di sotto della grata per il flusso in uscita, come mostrato in figura. L'Aspire One, ma anche altri computer, hanno spesso una grata inferiore troppo vicina al fondo della scrivania o del piano di appoggio (in rete si trovano anche tappi o piedi che tengono sollevato il computer di qualche centimetro). Per adesso basta, vedremo fra qualche giorno se tutto questo servirà. Cosa ne pensate?

martedì 8 giugno 2010

Aspire One, Xubuntu: installiamo la wbar

A volte avere sul desktop i collegamenti alle applicazioni che usiamo maggiormente può farci risparmiare qualche colpo di click. Se andiamo di fretta poi, anziché scomodare il menu delle applicazioni, ci basta dare un solo click all'icona dell'applicazione da noi aggiunta sulla wbar! Si, la wbar, un barra personalizzabile per l'avvio veloce dei programmi!
Applicazioni come la wbar rientrano nella categoria ormai nota delle dockbar, ne esistono tante, alcune di queste sono ad esempio awn (avant window navigator) e cairo dock. Tutte si rifanno alla famosa barra per le applicazioni presente nei sistemi operativi MacOS. A differenza delle altre dockbar, wbar è sicuramente più leggera poiché impegna di meno il processore e la memoria ram a disposizione. Va però detto che gli effetti e le funzionalità realizzate dalla wbar sono comunque inferiori a quelli delle altre dockbar citate. Poco importa, wbar è una dockbar minimalista che si limita esclusivamente a realizzare i collegamenti con le applicazioni. Veniamo all'installazione, trovate wbar nei repository di Ubuntu, quindi il comando :

light-kun@ryuk:~$ sudo apt-get install wbar

risolve questo problema. L'esecuzione della wbar avviene richiamando l'omonimo comando (quindi wbar) e passando allo stesso uno o più parametri per descrivere l'aspetto della barra, provate ad esempio con:

light-kun@ryuk:~$ wbar -jumpf 0 -pos top -bpress -nanim 3 -zoomf 2.2 -above-desk

che colloca la wbar in basso, sopra il desktop ed applica alle icone un fattore di ingrandimento pari a 2.2 etc... Con la combinazione di tasti "Ctrl" e "C" terminate il programma mandato in esecuzione dalla finestra di terminale. Devo proprio conoscere tutti i possibili parametri che posso passare alla barra?
Anche se con "wbar --help" otteniamo una bella lista di parametri, direi che non è il caso dal momento che possiamo configurare la dockbar attraverso wbarconf! L'applicazione si serve di un file di configurazione che è possibile editare a mano ("/usr/share/wbar/dot.wbar"). Ogni collegamento a programma è caratterizzato da tre righe, in una occorre specificare il path all'icona del programma (quella che inizia con "i:"), in una va scritto il comando che esegue il programma (quella che inizia con "c:") e in una ci va scritto il nome da visualizzare sotto l'icona (la riga che inizia con "t:"). Trovate wbarconf qui! Scaricate il file deb e installatelo cliccandoci sopra per due volte. Le dipendenze necessarie per questo programma dovrebbero essere già soddisfatte! L'applicazione verrà aggiunta al menu applicazioni, nella sezione "Accessori". Ho preparato un immagine per spiegarvi come configurare la wbar con wbarconf:


Mandate in esecuzione la wbar, con il comando e i parametri detti prima. In questo modo ogni volta che clicchiamo sul bottone "Aggiorna" possiamo apprezzare la modifica fatta alla wbar. Nel riquadro A possiamo indicare il tipo di font e la dimensione da applicare al testo che compare sotto l'icona selezionata. Una cartella di sistema da cui prendere font è la cartella "/usr/share/fonts", all'interno di questa trovate altre cartelle che raggruppano i font per categoria di appartenenza (truetype, X11, etc...). Sempre nel riquadro A in corrispondenza dell'etichetta "Background image" possiamo specificare un'immagine da usare come sfondo per la wbar. Qualcuno di vai sta forse pensando al vassoio per le icone usato nei sistemi MacOS?
Nel riquadro C è presente un elenco dei collegamenti da realizzare sulla wbar (di default sono già previsti alcuni), attraverso i bottoni di quella sezione possiamo allora aggiungere e cancellare collegamenti oltre a spostare quindi l'ordine delle icone! Quando aggiungiamo un nuovo collegamento o ne selezioniamo uno già esistente dalla lista possiamo allora procedere a configurare per quell'elemento l'icona da usare, il testo da visualizzare e il comando che esegue l'applicazione compilando le voci presenti nel riquadro B.
Vi consiglio di mettervi alla ricerca di icone più carine e ben definite per le applicazioni che avete in mente di aggiungere alla wbar (128 x 128 pixel va bene come dimensione). Se possibile cercate le icone in formato png, che supportano un livello di trasparenza, ed evitate quelle in formato jpg. Il rischio è quello di ritrovarsi sulla wbar un'icona racchiusa in un box bianco.
Veniamo agli effetti grafici da dare alla wbar, cliccate sul menu "File" e selezionate la voce "Settings":


Ogni singola voce di questa finestra si riferisce a un parametro (leggibile fra parentesi) da passare alla wbar. Possiamo allora abilitare o escludere l'uso di un parametro semplicemente selezionandolo o deselezionandolo. Quando abilitiamo una voce (quindi un parametro) possiamo allora caratterizzare la proprietà selezionata. Fate più di qualche prova aggiornando ad ogni modifica la wbar.
Nel riquadro D, ogni volta che aggiornate la wbar, visualizzerete la riga di comando da usare per eseguire la wbar con gli effetti da voi impostati. Si tratta del comando da mettere in esecuzione automatica se volete ritrovare la wbar sul desktop ogni volta che avviate il computer. Non vi azzardate a copiare a mano quella riga! Con questo comando ci verrà restituita dal terminale:

light-kun@ryuk:~$ less .wbar | grep wbarcommand
#wbarcommand="wbar -bpress -above-desk -isize 38.0 -nanim 3.0 -falfa 10.0 -balfa 85.0 -idist 5.0 -zoomf 2.2"

ora selezionate con il mouse tutto il codice che si trova racchiuso fra i doppi apici, cliccate sul menu "Applicazioni", selezionate la voce "Impostazioni", quindi "Sessione e Avvio". Nella finestra che viene caricata selezionate la scheda "Application Autostart" e cliccate sul bottone "Aggiungi":


Fornite qualche descrizione utile a riconoscere l'applicazione da voi inserita e incollate il comando copiato prima in corrispondenza della riga "Comando", cliccate su "Ok" e riavviate l'Aspire One.


Questa è la wbar che uso sul mio Aspire One.