mercoledì 15 agosto 2012
Aspire One 110 - migliorie al circuito di raffreddamento
martedì 5 giugno 2012
Xubuntu 12.04 su Aspire One 110L
- Aggiorna Ubuntu 11.10 a Xubuntu 12.04 LT
- Elimina Ubuntu 11.10 e reinstalla
- Altro (cancella e crea nuove partizioni)
- aprite una finestra del terminale e date il comando "sudo leafpad /etc/modules";
- aggiungete su una nuova riga la stringa "acpiphp" (il nome del modulo da caricare) e salvate le modifiche appena fatte al file;
- aprite il file usato da grub all'avvio con il comando "sudo leafpad /etc/default/grub";
- aggiungete alla riga "GRUB_CMDLINE_LINUX_DEFAULT" la stringa "pciehp.pciehp_force=1". Ad esempio, sul mio Aspire One, nel file in questione, ho questa riga: GRUB_CMDLINE_LINUX_DEFAULT="quiet splash elevator=noop rootfstype=ext4 pciehp.pciehp_force=1", non dimenticate come sempre di salvare il file;
- Ogni modifica fatta al file grub deve essere seguita dal comando "sudo update-grub";
- creare il seguente file di configurazione con il comando "sudo leafpad /etc/modprobe.d/acerhdf.conf";
- aggiungete la seguente riga nel file appena creato "options acerhdf kernelmode=1 interval=10 fanon=55000 fanoff=50000 verbose=0" e salvate le modifiche fatte al file;
- aprite il seguente file con "sudo leafpad /etc/modules";
- aggiungete su una nuova riga (subito sotto la stringa "lp") la stringa "acerhdf " e salvate le modifiche fatte al file;
- riavviate l'Aspire One attraverso la pen-drive usb, ad esempio quella usata per installare Xubuntu;
- aprite una finestra di "xfce4-terminal" (premendo "ALT" ed "F2" e digitando il comando "xfce4-terminal");
- eseguite il seguente comando "sudo tune2fs -O ^has_journal /dev/sda1";
- verificate l'avvenuta disabilitazione della funzione di journal attraverso il comando "sudo dumpe2fs -h /dev/sda1 | grep features". Nell'elenco restituito la voce "has_journal" non sarà più presente. Attenzione, sostituite la stringa "sda1" con quella che identifica la vostra partizione.
martedì 17 maggio 2011
Xubuntu 11.04: consigli per aspire one 110
sudo apt-get install alacarte). L'hardware dell'Aspire One è supportato bene anche in questa versione: il wifi viene riconosciuto e configurato bene in fase di installazione, nessun problema per la scheda video e l'audio, dei due lettori di schede SD funziona solo quello a sinistra. Quest'ultimo problema è ormai noto, vedremo a breve come risolverlo.sudo mousepad /etc/modprobe.d/acerhdf.conf e scrivere questa riga per le opzioni: options acerhdf kernelmode=1 interval=10 fanon=55000 fanoff=50000 verbose=0 (non dimenticate di salvare il file). Aprite il seguente file con sudo mousepad /etc/modules e aggiungete su una nuova riga (subito sotto lp): acerhdf (non dimenticate di salvare il file). sudo tune2fs -O ^has_journal /dev/sda1 (sostituite, eventualmente, l'etichetta sda1 con quella del vostro dispositivo!). Altra ottimizzazione da fare è quella che riguarda le fasi di scrittura e lettura, per un disco SSD, è inutile ordinarle dal momento che queste richiedono lo stesso tempo di accesso! Potete applicare il consiglio già scritto qui.sudo mousepad /etc/modules, aggiungete su una nuova riga la stringa acpiphp (il nome del modulo da caricare), non dimenticate di salvare il file. Aprite il file usato da grub all'avvio con il comando sudo mousepad /etc/default/grub e aggiungete alla riga GRUB_CMDLINE_LINUX_DEFAULT la stringa pciehp.pciehp_force=1. Ad esempio, sul mio Aspire One, nel file in questione, ho questa riga: GRUB_CMDLINE_LINUX_DEFAULT="quiet splash elevator=noop rootfstype=ext4 pciehp.pciehp_force=1" (notare anche la presenza delle altre opzioni dette prima), non dimenticate come sempre di salvare il file. Ogni modifica fatta al file grub deve essere seguita dal comando sudo update-grub (fatelo!).venerdì 21 gennaio 2011
Aspire one, Xubuntu e i programmi che utilizzo di più

- Comix: un visualizzatore di immagini progettato per la lettura di fumetti direttamente dagli archivi compressi (ZIP, RAR, gzip e bzip2). L'ultima versione è già disponibile nei repository di Ubuntu. Per l'installazione:
sudo apt-get install comix; - Gimp: GNU Image Manipulation Program, programma open source per la creazione e modifica di immagini. E' installato di default su Xubuntu;
- Kino: software per l'editing e il montaggio video. Qui trovate alcuni video editati con Kino sul mio Aspire One. Per contenere i tempi di attesa durante la fase di elaborazione vi consiglio di editare pochi secondi (al massimo un minuto). Per l'installazione:
sudo apt-get install kino. - Rhythmbox: lo preferisco ad Exaile (installato di default su Xubuntu e che disinstallo con
sudo apt-get remove --purge exaile), si tratta di un lettore di file mp3. E' ottimo per organizzare la propria musica e si integra bene con il desktop attraverso messaggi di notifica sul brano in riproduzione (oltre ad avere numerosi plugin). Per l'installazione:sudo apt-get install rhythmbox. Attenzione, nei repository di Ubuntu non è presente l'ultima versione, pertanto aggiungetene uno con il comandosudo add-apt-repository ppa:webupd8team/rhythmbox, aggiornate il database (locale) con il comandosudo apt-get updatee riprovate, quindi, l'installazione consudo apt-get install rhythmbox; - EasyTag: se volete modificare i tag che descrivono i vostri file mp3, aggiungendo e/o togliendo informazioni su un brano oppure inserendo le cover per gli album, non dimenticate questo programma. Per l'installazione:
sudo apt-get install easytag; - Vlc: il miglior lettore di file multimediali (audio e video). Per l'installazione, aggiungete il repository che lo distribuisce con il comando
sudo add-apt-repository ppa:lucid-bleed/ppa, aggiornata il database (locale) con il comandosudo apt-get updatee avviate l'installazione consudo apt-get install vlc vlc-plugin-pulse mozilla-plugin-vlc;
- Chromium: è un browser open source, leggero e veloce. Lo preferisco a Firefox (che disinstallo con
sudo apt-get remove --purge firefox), installato di default su Xubuntu. Per l'installazione su Xubuntu 10.04, digitatesudo mousepad /etc/apt/sources.list(che aprire l'editor sul filesource.list) e inserite queste due righe:deb http://ppa.launchpad.net/chromium-daily/ppa/ubuntu lucid mainedeb-src http://ppa.launchpad.net/chromium-daily/ppa/ubuntu lucid main. Non dimenticate di salvare il file appena modificato. Aggiungete una nuova chiave GPG consudo apt-key adv --recv-keys --keyserver keyserver.ubuntu.com 0xfbef0d696de1c72ba5a835fe5a9bf3bb4e5e17b5, quindi aggiornate il database (locale) consudo apt-get updateed infine installate il browser consudo apt-get install chromium-browser; - Claws Mail: un client davvero leggero per la lettura e l'invio della posta elettronica. Se avete Thunderbird potete disinstallarlo con il comando
sudo apt-get remove --purge thunderbird. Per l'installazione:sudo apt-get install claws-mail; - Emesene: client per la messaggistica istantanea (IM, instant messaging) che uso come alternativa a Pidgin (altro client per l'IM). Per l'installazione:
sudo apt-get install emesene; - FileZilla: client FTP per il trasferimento di dati su server. Per l'installazione:
sudo apt-get install filezilla; - Midori: altro browser per il web. E' la mia alternativa a Chromium, soprattutto per la visione di video e file in flash. Per l'installazione:
sudo apt-get install midori; - Pidgin: client per l'IM, il mio preferito. Semplice e leggero. E' installato di default su Xubuntu (è installabile con
sudo apt-get install pidgin). Attenzione, su Ubuntu non trovate l'ultima versione. Aggiungete, quindi, il repository ufficiale consudo add-apt-repository ppa:pidgin-developers/ppa, aggiornate il database (locale) consudo apt-get update. Se usate Xubuntu Pidgin è già installato, va solo aggiornato consudo apt-get upgrade(in caso contrario installatelo consudo apt-get install pidgin); - Putty: un client telnet/ssh. Per l'installazione:
sudo apt-get install putty; - Skype: per le chiamate VoIP (voice over IP). Purtroppo non trovate Skype nei repository di Ubuntu, per l'installazione dovete seguire le istruzioni sul sito web, scaricando la versione adatta qui;
- Xchat: è installato di default su Xubuntu (installabile con
sudo apt-get install xchat), si tratta di un client IRC;
- Android-SDK: ambiente di sviluppo per applicazioni su Android. ;
- Arduino-SDK: ambiente di sviluppo per sketch su Arduino;
- Bluefish: ambiente di sviluppo per HTML, PHP; JavScript e CSS. Nei repository di Ubuntu non è disponibile l'ultima versione installabile, allora, in questo modo: dare il comando
sudo mousepad /etc/apt/sources.listper aprire l'editor e aggiungere la seguente rigadeb http://debian.wgdd.de/ubuntu jaunty main restricted universe multiverse, aggiornare il database (locale) consudo apt-get update, installaresudo apt-get install wgdd-archive-keyringeapt-get install bluefish; - Eclipse: ambiente di sviluppo per applicazioni Java (e altri linguaggi di programmazione). E' ideale per la programmazione di applicazioni per Android (grazie al plugin previsto dal team di Google per Android). Il programma è installabile seguendo le installazioni sul sito, scaricando e scompattando l'archivio tar con i file del programma;
- Fritzing: un programma per disegnare circuiti con Arduino, per l'installazione seguire le istruzioni sul sito, scaricando e scompattando l'archivio con i file del programma;
- NetBeans IDE: ambiente di sviluppo per applicazioni Java. Uso questo IDE soprattutto per la progettazione di interfacce grafiche. Non riesco, invece, a far funzionare il plugin per la programmazione su Android. Nei repository di Ubuntu non è presente l'ultima versione, installabile seguendo le istruzioni sul sito;
- Qucs: è un simulatore di circuiti digitali e analogici (permette anche altri tipi di simulazione). Per l'installazione:
sudo apt-get install qucs;
- AbiWord: editor di testo (leggero e funzionale), è installato di default su Xubuntu;
- TexMaker: editor per file tex. Per l'installazione:
sudo apt-get install texmaker; - Evince: lettore di file PDF (postscript, djvu, tiff e dvi), è installato di default su Xubuntu;
- WbarConf: come potete vedere dall'immagine del mio desktop uso solitamente un solo pannello per la gestione del desktop. Su Xubuntu e molte distribuzioni GNU-Linux troviamo quasi sempre due pannelli: uno superiore che raccoglie l'area di notifica, alcuni collegamenti a programmi e il bottone per il menu delle applicazioni e un pannello inferiore che raccoglie, invece, le finestre delle applicazioni aperte e il bottone per passare da un desktop a un altro. Trovo questa soluzione poco adatta allo schermo di un netbook come il mio (Aspire One 110L), con risoluzione massima di 1024 x 600 pixel. Ecco allora che solitamente, per dare qualche pixel libero in più al mio schermo, decido di rimuovere sui miei desktop Xubuntu il pannello inferiore (aggiungendo gli elementi presenti nel pannello inferiore in quello superiore). Dedico la parte inferiore del mio desktop a wbar, una barra di collegamenti a programmi altamente personalizzabile, ne ho già parlato qui. wbarconf è il programma che mi permette di editare la wbar attraverso una comoda interfaccia. Scaricate l'ultima versione qui;
- Startup Manager: un programma davvero molto comodo che vi permette di cambiare le opzioni di boot passate a GRUB (il boot loader di Ubuntu) attraverso un'interfaccia grafica. Per l'installazione:
sudo apt-get install startupmanager. Vi segnalo la pagina sul wiki di Ubuntu, qui;
- The Mana World: un MMORPG (massive multiplayer online role-playing game), ovvero un gioco di ruolo online che vi permette di sviluppare il vostro personaggio attraverso diversi livelli e caratteristiche, oltre a conoscere tante persone. Ne approfitto per salutare i miei amici Ranze, Tryzar, Rilke e DenDen. Per l'installazione:
sudo apt-get install tmw. - TurboSlider: un gioco di corsa, funziona sia online che in locale. Non è disponibile nei repository di Ubuntu, per l'installazione seguire le istruzioni su questa pagina, qui;
sabato 18 dicembre 2010
Accesso remoto a un computer, con telnet
telnet, che realizza l'interfaccia all'omonimo protocollo di rete (definito nelle RFC 854 e 855), è uno dei comandi più utilizzati. Se il comando telnet viene invocato senza alcun parametro si accede alla modalità a comando prevista dal client (nel terminale dovrebbe comparire un nuovo prompt, telnet>). L'utente può allora impartire al client i comandi necessari all'accesso dei servizi e delle risorse di rete. Alcuni di questi sono:status: ritorna lo stato di telnet;open host porta: apre una connessione di rete verso l'host indicato, e alla porta indicata. Se nessuna porta viene indicata, telnet ne utilizza una di default;mode type: permette, a seconda dello stato di telnet, l'impostazione di una delle modalità previste dal comando (character,lineetc...);close: chiude la sessione telnet e ritorna alla modalità a comandi;quit: chiude il client di telnet;
man telnet). Il secondo utilizzo di telnet permette un accesso rapido alle risorse di rete, in tal caso è sufficiente passare al comando l'indirizzo ip dell'host da contattare.sudo apt-get install telnet e sudo apt-get install telnetd. Quest'ultimo corrisponde al daemon (disk and execution monitor) di telnet: il servizio di rete, su protocollo telnet, che si pone in attesa di eventuali connessioni (in altre parole il server).telnetd. Se su un host possono essere disponibili più servizi chi si preoccupa, allora, della loro gestione? La risposta è molto semplice: inetd (internet services daemon), un daemon che controlla i servizi Internet! Tale servizio, a causa di alcune sue limitazioni, è stato recentemente sostituito da xinetd. In ogni caso, per avviare il servizio telnet cercate il daemon sulla vostra distribuzione GNU/Linux a cui è stato assegnato questo compito./etc/inetd.conf associa l'esecuzione di un programma non appena giunge una richiesta di connessione all'host. All'interno di questo file viene dedicata una riga per ogni servizio di rete, con la seguente sintassi: service_name sock_type proto flags user server_path args. Le righe vuote e quelle che iniziano con il carattere # sono ignorate da inetd (commentate una riga se volete quindi disabilitare un servizio di rete). In questa immagine potete vedere il file /etc/inetd.conf presente sul mio Aspire One:openbsd-inetd, con il comando sudo apt-get install openbsd-inetd. Il servizio telnet (prima configurato in /etc/inetd.conf, avete controllato questo file?) è stato quindi avviato con il comando sudo /etc/init.d/openbsd-inetd start.netstat possiamo conoscere le connessioni in corso sul nostro computer, sia in entrata che in uscita. Il comando in realtà fornisce altre informazioni, in questo contesto è stato tuttavia utilizzato per rilevare la presenza del daemon di telnet. Digitate il comando netstat -a | grep telnet, se tutto è andato per il verso giusto ci verrà ritornata una riga (quella che fa riferimento al servizio telnet, il cui stato, come riporta l'ouput è su LISTEN, in ascolto).NEW_FILE.txt) ma dal contenuto differente. Per realizzare una connessione remota all'host occorre passare a telnet l'indirizzo ip dell'host da contattare: telnet indirizzo_ip. Se la connessione riesce vi verrà chiesto il nome utente e la password in uso presso l'host remoto. Se il login riesce senza nessun errore possiamo allora interagire con l'host contattato, come se fossimo seduti davanti al computer remoto! Nelle immagini che seguono potete vedere la connessione dal PC verso il netbook:

Qui, infine, la connessione remota è stata realizzata su un PC dotato di sistema operativo Windows XP, sempre verso il netbook:
ssh (secure shell) al posto di telnet, oppure telnet-ssl (la versione con protocollo SSL di telnet).sabato 11 dicembre 2010
ScummVM su Xubuntu
sudo apt-get install scummvm. Se non viene trovato nessun pacchetto software con questo nome provate, allora, ad aggiornare la lista dei software con sudo apt-get update.





lunedì 25 ottobre 2010
Xubuntu 10.10, prova su Aspire One
Per la prova dell'ultima versione di Xubuntu (la 10.10) ho avuto dei problemi nella creazione della pen-drive usb, poi risolti usando l'ultima versione di Unetbootin. L'immagine del sistema operativo, disponibile presso il sito di riferimento della distribuzione, occupa circa 680MB.
L'avvio è stato piuttosto lungo, occorrono poco più di 90 secondi (di sicuro l'esecuzione da disco fisso impiega meno tempo), che vanno dall'accensione dell'Aspire One fino alla comparsa del desktop.
Ho quindi provato i due lettori di schede di memorie, stesso esito anche qui: il lettore a sinistra dellAspire One funziona, quello a destra invece no. Noto subito, come si può notare dall'immagine del desktop mostrata sopra, che il volume è assente! Durante la prova ho risolto questo problema cliccando il tasto destro del mouse sull'icona del volume, nel pannello in alto. Ho poi selezionato la voce "Properties" e in corrispondenza dell'etichetta "Sound card" ho selezionato "PulseAudio Mixer". Cambiando il volume, attraverso la nota combinazione di tasti, ho quindi verificato che tutto, adesso, andava bene.
Un ulteriore prova è poi avvenuta effettuando la connessione ad Internet attraverso il mio router, la scheda wifi viene quindi riconosciuta dal sistema operativo senza alcun intervento. Durante la navigazione in Internet, dopo aver installato l'opportuno plugin, ho quindi verificato sia l'audio (è ok, si sente) che la fluidità dei video (non proprio fluidi, meglio un altro browser?).
Questa versione non mi ha colpito particolarmente, consapevole anche dell'esecuzione su pen-drive usb. Forse perché già da alcune versioni le prestazioni di quesa distribuzione sull'Aspire One si sono ormai assestate. Va comunque detto che anche questa distribuzione ottimizza l'uso della memoria ram ed è meno impegnativa per la cpu rispetto alla versione classica di Ubuntu con Gnome. Con Xubuntu e Lubuntu possiamo portare Ubuntu sull'Aspire One (110). Personalmente ho apprezzato molto l'impegno del team di Xfce di sostituire i programmi legati all'ambiente Gnome (che solitamente si portano dietro le librerie di programmi necessaie all'esecuzione del programma) con quelli dedicati appositamente per Xfce (come è stato fatto in Lubuntu). Fra le novità di questa versione troviamo:
- Parole, il nuovo player di file multimediali di Xfce4;
- Xfburn, che sostituisce Brasero come programma di scrittura su supporti CD/DVD;
- Xfce4-taskmanager (visibile nell'ultimo screen shot), un task manager che usa meno risorse rispetto a Gnome-Task-Manager (presente, invece, nelle precedenti versioni);
- Le ultime versioni di Gnumeric e Abiword;
- Un nuovo tema grafico, bluebird;
lunedì 18 ottobre 2010
Lubuntu 10.10, prova su Aspire One
Quasi in concomitanza con l'uscita di Ubuntu 10.10, Maverick Meerkat, è stata rilasciata la nuova versione di Lubuntu. Ho subito provato l'ultima versione scaricando l'immagine del sistema operativo dal sito di riferimento della distribuzione, un file .iso grande circa 545MB, sul mio Aspire One (il 110L, con SSD da 8GB e memoria ram di 512MB). La live da eseguire con la pen-drive usb è stata come al solito creata con Unetbootin.
Durante l'avvio del sistema operativo si verificano dei messaggi di errori che non ne interrompono il caricamento. L'Aspire One ha impiegato circa 65 secondi (incluso il tempo per necessarrio a selezionare, attraverso il tasto "F12" l'avvio dalla pen-drive usb). La versione del kernel Linux usata da Lubuntu 10.10 è 2.6.35-22.
La scheda di rete viene riconosciuta correttamente, l'accesso al router e la navigazione in Internet riesce senza problemi. Il led della scheda di rete funziona al passaggio del traffico di rete, altre volte sembra rimanere fisso. Così come in molte distribuzioni GNU/Linux, anche in Lubuntu 10.10 il lettore di schede alla destra dell'Aspire One non sembra funzionare. Nessun problema per quello a sinistra. In questa versione le combinazioni di tasti con il tasto "Fn" funzionano correttamente (nella precedente versione non andavano). E' possibile regolare sia l'audio che la luminosità, tuttavia nessuna notifica sembra comparire (potrebbe essere utile almeno per l'audio). In questo modo si viene a creare una discrepanza di valori nel caso del volume: la barra disposta nel pannello per la regolazione del volume si discosta dal reale valore se quest'ultimo è stato ritoccato attraverso la combinazione di tasti. I dispositivi di memoria collegati all'Aspire One vengono montati automaticamente. Il layout della tastiera non corrisponde al mio modello, magari nell'installazione sul disco questo difetto sparisce (o va eventualmente corretto). La webcam viene riconosciuta e utilizzata da Cheese.
La distribuzione si comporta, così come la precedente versione, davvero molto bene. La navigazione è piacevole con Chromium web browser. Il sistema risponde bene ai comandi, senza mai esitare. In questa versione sono stati aggiunti nuovi software, ora Lubuntu dispone di un proprio gestore di processi, LXTask, e di Xpad. Altri programmi sono stati invece rimossi, come Parcellite e pyNeighborhood. Evince è il nuove lettore di file PDF! Nel menu sono adesso presente dei giochi. E' stato infine aggiornato il sistema di notifiche (abilitato adesso anche agli aggiornamenti tipici di Ubuntu).
Sono un po rimasto perplesso quando il task manager mi mostrava la memoria ram usata dal sistema operativo:
Adesso (in condizioni di riposo) la memoria ram utilizzata è di 168MB su 484MB disponibili. Nella precedente versione l'utilizzo della memoria ram (nelle stesse condizioni) lasciava più spazio ai processi dell'utente! Personalmente preferisco la versione 10.04 di Lubuntu proprio per questo motivo, poiché meglio realizza gli obiettivi della distribuzione (e anche una mia esigenza). Badate bene, il sistema operativo mantiene (almeno da live) gli stessi tempi della precedente versione e va in ogni caso presa in considerazione per il nostro Aspire One.venerdì 15 ottobre 2010
Lubuntu 10.04, prova su Aspire One
Lubuntu è un sistema operativo GNU/Linux derivato da Ubuntu, la prima release risale a maggio 2010 (derivata da Ubuntu 10.04, Lucid Lynx). Il window manager utilizzato è Openbox, particolarmente leggero e adatto a dispositivi con poche risorse. Trovate altre notizie sulla homepage ufficiale della distribuzione. Perché non provarlo sull'Aspire One 110L?
La versione provata è stata la 10.04, ho scaricato l'immagine del sistema operativo (un file .iso di circa 520MB) e creato la pen-drive attraverso Unetbootin. Come dicevo all'inizio il window manager utilizzato è Openbox, il desktop environment è invece LXDE (Lightweight X11 Desktop Environment), da cui deriva appunto il nome dato alla distribuzione.
L'avvio ha richiesto, a partire dall'accensione, circa 70 secondi. Il tempo effettivamente utile all'avvio è pertanto minore se a quest'ultimo si sottrae infatti il tempo impiegato per selezionare la pen-drive usb in fase di avvio con il tasto F12. Va poi considerata la bontà della periferica esterna utilizzata, nel mio caso una pen-drive usb di 4GB prodotta da Kingston. Prestazioni maggiori si ottengono installando il sistema operativo sul disco fisso. La versione 10.04 di Lubuntu è basata sul kernel Linux 2.6.32-21. Lubuntu è una distribuzione minimale, il desktop offerto all'utente all'avvio ne fa intuire sicuramente le scelte:
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Il software installato di default segue la politica che sta alla base della distribuzione, non impiegare troppa memoria ram nell'esecuzione dei processi. Nel menu delle applicazioni disponiamo (vi elenco i programmi più importanti): del file manager, PCMan File Manager (la versione 0.9.5); Image Viewer, un visualizzatore di immagini; mPaint graphic editor, un editor di immagini; Chromium web brower, un browser per Internet; Pidgin Internet messenger, per la messaggistica istantanea; Abiword e Gnumeric rispettivamente per editare file di testo e fogli elettronici; Aqualung e Gnome MPlayer per i file audio.
La memoria ram usata è davvero poca, nel mio caso 97MB su 485MB disponibili, come mostra il tool xfce4-taskmanager:
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Il sistema operativo si presenta reattivo ai click dell'utente, durante la prova da me effettuata non sembrava di eseguire il sistema operativo da pen-drive usb! Vediamo nello specifico cosa funziona: il lettore di schede a destra dell'Aspire One non sembra funzionare (problema noto anche in altre distribuzioni Ubuntu), nessun problema per il lettore a sinistra che ha quindi letto il contenuto della scheda SD da me inserita. Le pen-drive usb inserite vengono montate automaticamente, l'audio viene riprodotto bene. Non ho avuto modo di provare il microfono. La webcam viene riconosciuta da Cheese che ne mostra correttamente l'output su video (con poca luce, si può rimediare nelle impostazioni). La scheda wifi viene riconosciuta e l'accesso al mio router avviene senza problemi. La potenza del segnale è stata del 55% (la distanza dal mio router è di circa 9 metri). Il modulo usato per la scheda wifi è l'ath5k per schede Atheros della serie 5xxx. La connessione di rete riesce anche attraverso il cavo ethernet. La ventola di raffreddamento è gestita dal modulo acerhdf. Non funzionano i tasti combinati, le combinazioni di tasti con il tasto "Fn" per intenderci. Il volume può essere aggiustato dal pannello inferiore ma come fare per la luminosità dello schermo? Nessuna notifica viene mostrata all'utente se la scheda wifi viene disabilitata attraverso l'apposito tasto. Dopo averlo toccato, disabilitando la schede di rete, la connessione è caduta dopo qualche secondo. L'interruttore, quindi, funziona ma lo stato non viene notificato (un problema noto anche su altre distribuzioni)!
Questa prova è stata effettuata su un Aspire One 110L, con SSD da 8GB e 512MB di memoria ram. Questa distribuzione è davvero ottima per il mio modello, l'hardware è ormai supportato a dovere dal kernel di Linux e la poca memoria ram richiesta dal sistema operativo nonché il basso utilizzo della cpu permette di avere un sistema operativo sempre pronto e reattivo alla risposta. Il sistema operativo si lascia piacere proprio per le caratteristiche dette poco fa (obiettivo, quindi, raggiunto dalla distribuzione), dall'altro lato bisogna però accettare il compromesso con l'ambiente grafico. Se le due cose vanno nella stessa direzione allora Lubuntu è la distribuzione fatta proprio per voi!
mercoledì 1 settembre 2010
ext4 su SSD: si, ma senza la funzione journaling
- Indirizzamento a 48 bit, la conseguenza di tutto ciò si traduce nell'aumento della dimensione massima per un file;
- Introduzione di extent per la gestione di blocchi: un extent rappresenta un gruppo di blocchi contigui appartenenti a un file e favorisce la non deframmentazione del disco. In altre parole per un file viene creato un extent di blocchi contigui, ove possibile, anziché memorizzare il contenuto del file in tanti blocchi non contigui (che comportano tra l'altro la gestione, a volte molto onerosa, di una mappa di blocchi liberi);
- Introduzione dell'allocazione multiblocco: l'ispirazione nasce sempre sui predecessori, ext3 usa un'allocatore per blocchi (presi dalla mappa di blocchi liberi) che assegna al file 4KB alla volta! La chiamata avviene tuttavia in maniera iterativa e l'allocatore viene chiamato
nvolte! Connpari alla dimensione del file da scrivere diviso la dimensione del blocco. Non vi sembra un lavoro eccessivo? ext4, invece, alloca con una sola chiamata i blocchi necessari al file (definendo un extent); - Uso dell'allocazione ritardata: va subito detto, per tranquillizzare molti utenti, che il contenuto del file system non subisce perdite di informazioni. Se un file deve essere scritto sul file system ne ritroveremo comunque il contenuto! Questa caratteristica ha un impatto a mio avviso eccezionale sulle prestazioni del file system (che poi ritroviamo in una maggiore reattività del sistema). Durante la scrittura di un file, ext3 allocherebbe di continuo blocchi utili al file stesso, pur non sapendo se quest'ultimo possa effettivamente servire (pensate ad esempio a un file temporaneo, prima scritto e poi cancellato dopo essere stato consumato; oppure a un file in download in continua crescita). ext4 invece pone i dati del file in una cache (solitamente la memoria ram del computer), almeno finché può farlo, riportandone poi il contenuto (in blocchi contigui, extent) sul filesystem;
- Preallocazione di blocchi: avete mai usato Torrent o programmi di P2P simili? Quando ha inizio il download del file viene allocato un file (riempito man mano che il download procede) avente le stesse dimensioni del file finale. L'ispirazione, in questo caso, nasce da lì: è importante per alcune applicazioni (soprattutto quelle real time) disporre dello spazio per un file che verrà poi scritto successivamente;
- Uso di
H-treeper superare il limite del numero di cartelle in una cartella e migliorare la gestione delle cartelle di grossa dimensione; - Controllo più rapido con
fsck: in ext4 esiste una tabella con gli i-node inutilizzati sicché fsck saprà bene cosa fare (ovvero saltare il controllo di quel gruppo); - Uso della funzione
journaling: è sicuramente una delle funzioni che contribuisce di più alla consistenza del file system! Immaginate di scrivere in un diario e sotto forma di un unico blocco le operazioni da fare per portare a termine una determinata cosa. Solo al completamento dell'ultima operazione potete allora affermare di aver completato l'operazione scritta sul diario, se una sola delle operazioni in sequenza non avviene si può in ogni caso tornare dietro e ripristinare tutto com'era prima (operazione di rollback). ext4 realizza una cosa come questa quando deve scrivere sul file system! Se durante un processo di scrittura viene a mancare, ad esempio, la corrente il sistema operativo leggendo un file di log si accorge di un'operazione incompleta e ripristina lo stato del file system. Tutto questo comporta tuttavia un lavoro aggiuntivo per la cpu e il disco, in alcuni casi tale funzione può comunque essere disattivata.
sudo tune2fs -O ^has_journal /dev/sda1
sda1 con il nome della vostra partizione, qualora dovesse essere diversa da quella mostrata nell'esempio. Se non si sono verificati errori di battitura (potete copiare e incollare il comando direttamente nel vostro terminale) potete chiudere le finestre aperte e riavviare l'Aspire One, questa volta facendo caricare il sistema operativo presente sul disco (non dimenticate di staccare la pen-drive usb).sudo dumpe2fs -h /dev/sda1 | grep features
sda1 usata nell'esempio se non corrisponde a quella da voi usata. Il comando può essere usato prima e dopo la modifica al file system. Se eseguito prima della modifica questo comando ritorna un elenco delle funzioni abilitate sul file system e fra queste, quindi, anche quella di journaling. Dopo la modifica, invece, tale voce scompare e simboleggia l'avvenuta modifica al file system.sabato 24 luglio 2010
Aspire One: lo stato della batteria

(valore_ultima_carica/valore_progetto)*100. Se il valore dell'ultima carica è uguale al valore di progetto, la batteria è al 100% delle sue possibilità! Si tratta ovviamente di un valore teorico. Lo stato di usura della batteria, allora, potrebbe essere il complemento a 100 del valore calcolato prima! Vi propongo uno script per far fare al computer questi calcoli:
#!/bin/bash
if [ -e /sys/class/power_supply/BAT1/present ]
then
present=$(cat /sys/class/power_supply/BAT1/present)
last_charge=$(cat /sys/class/power_supply/BAT1/charge_full)
max_charge=$(cat /sys/class/power_supply/BAT1/charge_full_design)
echo "Ultima carica: " $last_charge" µAh;"
echo "Massima carica: "$max_charge" µAh;"
status=$(echo "scale=4; ($last_charge/$max_charge)*100" | bc)
wear_out=$( echo "scale=4; (100-$status)" | bc)
echo "Condizione della batteria: "${status}"%"
echo "Usura della batteria: "${wear_out}"%"
else
echo "La batteria non risulta inserita!"
fi
battery.sh. Per rendere eseguibile il file date questo comando: sudo chmod +x battery.sh, all'interno della cartella che ospita il file che prima abbiamo scritto.sudo mv battery.sh /usr/bin (digitando la password dell'utente root). Che ne dite di provarlo?
Aspire One: calibrazione della batteria
- caricate la batteria del vostro Aspire One al 100%, fino a far diventare verde il led della batteria;
- staccate ogni dispositivo collegato all'Aspire One (mouse, stampanti, scanner, piani di raffreddamento, schede di memorie e pen-drive usb), fatto? Staccate l'alimentazione dell'Aspire One e rimanete il computer acceso (disattivate, se attiva, la funzione di ibernazione), adesso alimentato dalla batteria appena caricata;
- lasciate inutilizzato l'Aspire One, fino a farlo spegnere del tutto: andate a prendere un caffè, fate una passeggiata con il cane... Per far scaricare tutta la batteria del mio Aspire One ho dovuto aspettare più di due ore! Quando vedete lampeggiare il led arancione della batteria capirete che la batteria è ormai scarica (e solitamente rimangono gli ultimi minuti);
- non appena l'Aspire One si spegne, inserite l'alimentazione e date inizio al processo di carica (questa volta ci metterà di più). E' possibile accendere l'Aspire One (verrà avviato il controllo del disco) oppure attendere il completamento della carica;
martedì 22 giugno 2010
Aspire One, Linpus lite: conky, installazione e configurazione
[user@localhost ~]$ sudo yum install conky
#Collocazione dell'oggetto sul desktop
alignment top_right
#Sono permessi valori booleani ("true" oppure "false"), se "true" il processo verrà legato associato al desktop
background no
#Esprime la larghezza dei bordi in pixel
border_width 1
#Specifica il numero di campionamenti per la CPU da monitorare
cpu_avg_samples 2
#Colore usato di default (valido anche per i bordi)
default_color white
#Colore usato di default per le linee esterne
default_outline_color white
#Colore usato di default per l'effetto ombra (valido anche per i bordi)
default_shade_color white
#Abilita/Disabilita i bordi intorno al testo
draw_borders no
#Abilita/Disabilita i bordi intorno ai grafici
draw_graph_borders yes
#Disegna le linee esterne
draw_outline no
#Disegna l'effetto ombra
draw_shades no
#Usa i font XFT
use_xft yes
#Specifica il tipo di font da usare e la misura dei caratteri
xftfont Sans:size=10
#Tenta di usare la codifica UTF8
override_utf8_locale yes
#Specifica la distanza, in pixel, che deve esistere tra il bordo sinistro o destro dello schermo (a seconda dell'allineamento scelto)
gap_x 10
#Specifica la distanza, in pixel, che deve esistere tra il bordo superiore o inferiore dello schermo (a seconda dell'allineamento scelto)
gap_y 10
#Specifica la dimensione dell'intero oggetto in pixell
minimum_size 180 0
#Specifica il numero di campionamente per l'interfaccia di rete da seguire
net_avg_samples 2
#Usa il buffer
no_buffers yes
#Usa il doppio buffer (riduce sgradevoli effetti, può non funzionare a tutti)
double_buffer yes
#Abilita la stampa su una console
out_to_console no
#Crea una finestra
own_window yes
#Imposta il tipo di finestra da disegnare
own_window_class Conky
#Imposta all'oggetto l'effetto trasparenza
own_window_transparent yes
#Può essere impostato solo se own_windows è su "yes", specifica il tipo dell'oggetto
own_window_type desktop
#
own_window_hints undecorated,below,sticky,skip_taskbar,skip_pager
#Imposta la dimensione delle strisce (per i bordi)
stippled_borders 0
#Frequenza di aggiornamento
update_interval 1.0
#Decide se scrivere tutte informazioni in maiuscolo
uppercase no
#Aggiunge spazio intorno a certi oggetti, utile ad esempio se si nota un conflitto con lo sfonfo
use_spacer none
#Mostra il massimo valore nella scala dei valori
show_graph_scale no
#Mostra l'intervallo usato
show_graph_range no
#Descrizione dell'oggetto
TEXT
${alignc 20}${font Trebuchet MS:size=26}${time %H:%M}${font}
${alignc}${time %a %d %b %Y}
${color grey}CPU:${color} ${cpu cpu}% ${alignr}${alignr}${cpubar 8,80 cpu}
${color grey}RAM:${color} $memperc% ${alignr}${membar 8,80}
${color grey}SWAP:${color} $swapperc% ${alignr}${swapbar 8,80}
${color grey}SSD:${color} ${fs_free /root}/${fs_size /root} ${alignr}${fs_bar 8,80 /}
${color grey}ESSID: ${alignr}${color}${wireless_essid ath0}
${color grey}Qualità:${color} ${wireless_link_qual_perc ath0}% ${alignr}${wireless_link_bar 8,80 ath0}
${color grey}Indirizzo IP:${color}${alignr}${addr ath0}
${color grey}Download:${color} ${downspeedf ath0} KiB
${alignc}${downspeedgraph ath0 25,200}
${color grey}Upload:${color} ${upspeedf ath0} KiB
${alignc}${upspeedgraph ath0 25,200}

lunedì 21 giugno 2010
Aspire One, il caldo si fa sentire



martedì 8 giugno 2010
Aspire One, Xubuntu: installiamo la wbar
light-kun@ryuk:~$ sudo apt-get install wbar
light-kun@ryuk:~$ wbar -jumpf 0 -pos top -bpress -nanim 3 -zoomf 2.2 -above-desk


light-kun@ryuk:~$ less .wbar | grep wbarcommand
#wbarcommand="wbar -bpress -above-desk -isize 38.0 -nanim 3.0 -falfa 10.0 -balfa 85.0 -idist 5.0 -zoomf 2.2"


Questa è la wbar che uso sul mio Aspire One.












