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sabato 13 novembre 2010

Caricabatterie usb

Molti dispositivi in commercio sono dotati di una porta seriale usb per lo scambio dei dati con il PC e per ricaricare la batteria interna che ne alimenta i circuiti. Gli stessi dispositivi sono da tempo presenti nella nostra borsa ogni volta che ci allontaniamo da casa. Palmari, telefoni cellulari, lettori mp3 ed mp4 etc... Allontanarsi da casa significa in molti casi restare lontani da una presa elettrica, come se la cava il nostro dispositivo? Dopo quanto tempo ci abbandona?
Vi propongo un caricabatterie usb da viaggio, l'idea è molto semplice: alimentare una porta usb con i 5V che solitamente riceve in altri modi dal PC di casa. Una soluzione semplice ed economica prevede l'uso di un regolatore di tensione, l'LM8705 (gli ultimi due numeri della serie LM78XX indicano il valore della tensione in uscita!). Ecco lo schema (disegnato con qucs) da me seguito (se ne trovano infiniti in rete):


e la lista della spesa:
  • regolatore di tensione LM7805;
  • porta usb;
  • condensatore da 100uF;
  • condensatore da 0.1uF;
  • resistore da 150 Ohm;
  • led (scegliete voi il colore);
  • switch per l'accensione (opzionale);
  • contenitore (quelle delle caramelle sono molto usati);
Cercate di realizzare il circuito disponendo i pezzi (eventualmente su una scheda forata) in un area più piccola possibile. Questo è il circuito da me costruito:


Nell'immagine di sopra ho cerchiato i fili destinati al trasferimento dei dati. Purtroppo alcuni dispositivi pur ricevendo la giusta alimentazione dalla porta usb non avviano il processo di carica se sulla linea dati non rilevano una determinata resistenza! Pertanto, se il vostro dispositivo non viene caricato cercate in questa direzione (solitamente basta aggiungere lì un resistore).
Molti circuiti in rete sono simili a quello da me seguito, la versione base di questo semplice caricabatterie prevede l'uso del solo regolatore di tensione! La presenza dei due condensatori è tuttavia necessaria se non vogliamo distruggere lo stesso regolatore di tensione (infatti C1>C2) e per livellare la tensione in uscita.
Qualche calcolo con i valori presi dal datasheet dell'LM8705 (Vout=5V): la tensione minima in ingresso è (VinputMin) di 7V, quella massima (VinputMax) di 20V. La corrente minima in uscita dal circuito è (IoutputMin) di 10mA, quella massima (IoutputMax) di 1000mA (1A). Pertanto, la potenza massima dissipata dal regolatore è (PdMax=(VinputMax-Vout)/IoutputMax) 15W, meglio non sforzare il circuito oltre questo valore!





mercoledì 22 settembre 2010

iPAQ H3630: seconda vita

In questi giorni ho avuto modo di sostituire la batteria che alimenta l'iPAQ H3630, uno dei miei primi palmari! Il dispositivo se pur vecchio può in ogni caso essere riciclato per altre applicazioni e usi. Ricordo ancora la sua vecchia grafica, in stile Windows 3.1, la versione installata di default era una delle prime release di Windows CE. In seguito da me aggiornata alla più attuale versione di Windows Mobile, non l'ultima viste le scarse risorse (soprattutto in termini di memoria). Il dispositivo usa un processore Intel StrongARM con frequenza di clock di 206MHz, 32MB di memoria RAM e un display touch con area attiva di 320 per 240 pixel (4096 colori). La ROM dedicata al sistema operativo è di soli 16MB, la batteria (a ioni di Litio) permetteva anche 10 ore di autonomia. Era proprio la batteria (oltre che alle risorse) a limitarne l'uso, inutile dirvi che non reggeva nemmeno il processo di carica. L'unica possibilità di utilizzo consisteva nell'alimentazione attraverso la rete elettrica.
Ultimamente visti i prezzi per adesso inaccessibile di lettori per e-book mi era venura in mente di riciclare questo dispositivo proprio come lettore di e-book. A dispetto di tanti dispositivi moderni come telefoni cellulari e palmari, che pure hanno schermi e programmi per leggere e-book (basta cercare e in molti casi si trova sempre qualcosa), lo schermo del vecchio iPAQ è più che sufficiente per leggere qualche libricino. L'unico impedimento era rappresentato, quindi, dalla batteria.
Non è stato difficile trovare in Internet, sul noto negozio di aste online, la batteria per il modello in questione. La sostituzione è alla portata di tutti, anche perchè all'interno della confezione viene quasi sempre aggiunto un particolare cacciavite (non sono sicuro al 100% ma credo che si chiami torx).

I quattro fori dispositi sul retro del dispositivo danno posto alle viti che tengono assieme le due cover dell'involucro. L'apertura avviene, poi, facendo scorrere una carta di credito o qualcosa di ugual spessore lungo uno dei due bordi.

Nell'immagine riporta sopra ho evidenziato i quattro fori detti prima, quando richiudete il dispositivo assicuratevi di non far passare nessun filo (in particolar modo quello che va all'altoparlante) per nessuno di questi fori! Sempre nell'immagine sopra ho evidenziato, infine, con due rettangoli, la presa per l'alimentazione della batteria (a sinistra) e il flat (a destra). Nella batteria da me acquistata un piccola pellicola di plastica copriva (per motivi di sicurezza) i contatti del flat. Pertanto, rimuovete questa protezione prima di forza il flat nello zoccolo! Eseguite un processo di carica completo prima di iniziare a utilizzare il dispositivo, trovate questa informazione all'interno della confezione oppure sulla batteria stessa. Si legge...